Secondo la Ue, i test antigenici rapidi per il rilascio del green pass (che in casi specifici è tuttora necessario) si dividono in due categorie, A e B, individuate e definite dall’Health Security Committee (Hsc).

L’Health Security Committee della Ue ha pubblicato la lista comune dei test antigenici rapidi ai fini del rilascio dei green pass, suddividendoli in due categorie.

Ecco le categorie stabilite dall’Health Security Committee della Ue.

  • Categoria A, che include test antigenici rapidi le cui performance sono state valutate attraverso studi clinici sul campo che soddisfino i criteri stabili da Hsc e che siano stati testati su pazienti sintomatici e asintomatici non preselezionati.
  • Categoria B, che include, invece, test antigenici rapidi la cui valutazione è basata su studi in vitro a posteriori che soddisfino i criteri stabiliti da Hsc e le cui performance cliniche siano basate sui pannelli di riferimento Sars-CoV-2.

Nella propria Circolare 291/2022 (disponibile sul sito nell’area riservata), Federfarma spiega che le due categorie riflettono quanto già deciso da Hsc: si stabilisce una preferenza per i test antigenici da studi clinici sul campo che testino la presenza dell’infezione da Sars-CoV-2 da soggetti sintomatici e asintomatici non preselezionati (ovvero i test inseriti in Categoria A).

In pratica, Hsc raccomanda agli Stati membri di utilizzare, ai fini del rilascio del green pass, solo i test antigenici inclusi nella Categoria A. Spetta ora al Ministero della Salute italiano decidere di seguire tale raccomandazione, stabilendo come i soli test elencati nella Categoria A possano essere utilizzati per il rilascio del green pass.

La lista comune europea dei test antigenici è consultabile nel documento approvato dall’Health Security Committee il 10 giugno 2022, allegato alla Circolare di Federfarma 293/2022, disponibile sul sito della Federazione.

Federfarma ricorda infine quando, allo stato attuale, è ancora necessario esibire il green pass e cioè: in caso di viaggio all’interno della Ue;  per accedere come visitatori ai reparti di degenza delle strutture ospedaliere e delle Rsa; per permanere come accompagnatori di pazienti non Covid-19 nelle sale di attesa di pronto soccorso, strutture sanitarie e sociosanitarie.

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