Con l’influenza stagionale 2022-23 dovremo fare i conti. Nelle ultime due stagioni, oscurata dalla pandemia da Covid e contrastata dalle restrizioni anti-contagio, l’influenza si è vista poco o nulla, ma non è sparita e nella prossima stagione tornerà a farsi sentire. È quanto sostiene l’Osservatorio influenza, il cui direttore scientifico è Fabrizio Pregliasco, virologo del Dipartimento di scienze biomediche per la salute dell’Università degli studi di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi. I dati che arrivano dall’emisfero australe e dall’Argentina avvalorano questa tesi. Una situazione che riguarda direttamente anche i farmacisti dal punto di vista della loro attività professionale, dato che la vaccinazione può essere fatta anche in farmacia (vedi sul nostro sito qui e qui).

Pregliasco (Osservatorio influenza): “quello che oggi si sta verificando nell’emisfero Sud potrebbe essere un indicatore di quello che succederà anche da noi nel prossimo autunno/inverno e, in un contesto di generale sottostima del potenziale andamento dell’epidemia influenzale nella prossima stagione, questi dati dovrebbero preallertarci in modo da non arrivare impreparati”.

Secondo Pregliasco, “quello che oggi si sta verificando nell’emisfero Sud potrebbe essere un indicatore di quello che succederà anche da noi nel prossimo autunno/inverno e, in un contesto di generale sottostima del potenziale andamento dell’epidemia influenzale nella prossima stagione, questi dati dovrebbero preallertarci in modo da non arrivare impreparati”.

L’Osservatorio influenza ritiene infatti che i dati epidemiologici provenienti dall’emisfero Sud indichino un ritorno vigoroso dell’influenza stagionale, certo favorito dall’allentamento delle misure anti-contagio (obbligo di mascherine, distanziamento sociale eccetera). Australia e Argentina mostrano un andamento di crescita della curva epidemica molto accelerato, in anticipo rispetto al solito. Si tratta di virus tutti di tipo A, con una certa predominanza di A3N2.

Si può quindi ragionevolmente prevedere un prossimo autunno-inverno con la presenza di entrambi i virus in circolazione, il Sars-Cov-2 con le sue varianti e quello influenzale.

Vaccinarsi contro l’influenza stagionale 2022-23 già all’inizio di autunno

Il consiglio dell’Osservatorio è quindi quello “di vaccinarsi contro l’influenza già all’inizio di questo autunno per evitare, soprattutto nelle persone fragili, complicazioni polmonari anche gravi dovute all’influenza o ancora una volta una sovrapposizione con il Covid”.

Il vaccino antinfluenzale -ricorda l’Osservatorio- è raccomandato per tutti i soggetti a partire dai 6 mesi di età che non hanno riconosciute controindicazioni ed è fortemente indicato per chi ha più di 60 anni di età, per gli operatori sanitari e per chi è particolarmente a rischio come le persone con patologie che riducono la risposta immunitaria e i portatori di patologie che aumentano il rischio di complicanze.

Conclude Pregliasco: “L’anno scorso non c’è stata una grande adesione alla campagna di vaccinazione antinfluenzale, soprattutto tra i giovani, e la co-somministrazione in Italia, rispetto ad altri Paesi, possiamo dire che ha fallito: in molti si sono rifiutati di farla, nonostante gli studi pubblicati e le raccomandazioni del Ministero, e hanno preferito vaccinarsi solo contro il Covid. E anche quest’anno non ci sono dati ufficiali ma tutti gli indicatori sembrano andare verso un abbassamento dell’attenzione sul tema dell’influenza, col pericolo che le Regioni, nel programmare le vaccinazioni della prossima stagione, si basino sui quantitativi utilizzati lo scorso anno, rischiando che nella prossima stagione influenzale, che si prevede severa, ci possa essere una carenza di vaccini”.

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