Investire sulla farmacia migliora e rafforza il sistema sanitario: È quanto sostiene “Business at Oecd” (le imprese dell’Ocse, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Organization for economic co-operation and development), una rete internazionale di imprese che rappresenta oltre 7 milioni di aziende di tutte le dimensioni operanti in diversi settori dell’economia e che ha come missione quella di sostenere l’apertura dei mercati e la crescita guidata dal settore privato.

Secondo “Business at Oecd”, la rete delle imprese dell’Ocse, per aumentare l’efficienza e la resilienza dei sistemi sanitari è importante investire sulla farmacia.

“Business at Oecd” è una voce aziendale ufficialmente riconosciuta all’interno dell’Ocse, con esperienza nel trasmettere ai responsabili politici le prospettive e le competenze aziendali su un’ampia gamma di questioni di governance economica e politica globale.

Nella sua pubblicazione del 2 giugno scorso, dal titolo Stronger together (“Più forti insieme”), Business at Oecd sostiene la necessità di avere più resilienza e lungimiranza in campo sanitario.

L’epidemia di Covid-19 ha dimostrato che i sistemi sanitari sono indissolubilmente legati al benessere economico e sociale dei Paesi. Resilienza e preparazione non sono lussi, ma necessità.

Dobbiamo fare fronte a una doppia sfida: mettere fine alla pandemia da Covid-19 in corso e iniziare la preparazione per un’altra eventuale emergenza futura. La mancanza di preparazione e la frammentazione delle risposte rischiano infatti di compromettere i benefici che il coordinamento delle misure di sicurezza sanitaria ha portato fino a oggi. Siamo lontani dalla vittoria nella lotta contro le malattie non trasmissibili, che rappresentano ancora la prima causa di mortalità della popolazione.

Prepararsi alle prossime emergenze

La prossima emergenza potrebbe derivare da una nuova variante di Covid-19, da un’altra malattia infettiva, dalla resistenza antimicrobica, da malattie non trasmissibili o da un’altra imprevista perturbazione geopolitica globale che potrebbe minacciare i sistemi sanitari e la salute delle persone.

Anche se abbiamo già sperimentato un certo grado di resilienza durante la corrente pandemia, le vulnerabilità rimangono. Alla luce di tutto ciò, l’Ocse ha un ruolo chiaro da svolgere: fornire una via di dialogo ai ministeri -sia tra di loro sia con le parti interessate- per trovare soluzioni alle sfide globali che stiamo vivendo e che ci attendono nel futuro.

Una volta analizzate, quindi, le lezioni economiche e sanitarie apprese dalla pandemia, l’Ocse ha elaborato una serie di raccomandazioni.

Tra queste, l’Ocse consiglia ai ministeri dell’Economia, del Lavoro, della Ricerca e della Salute di mantenere e stabilizzare le iniziative in ambito sanitario che hanno permesso di combattere la pandemia (come la vaccinazione da parte dei farmacisti o la digitalizzazione dei servizi), chiedendo che questi ministeri garantiscano la permanenza di queste misure temporanee che si sono rivelate preziosi strumenti per rendere efficienti i sistemi sanitari stessi.

La prevenzione priorità assoluta

Un’altra delle raccomandazioni è che la prevenzione diventi una priorità assoluta, e, per questo, i ministeri devono aumentare la percentuale di finanziamenti governativi per la prevenzione e i programmi di screening e investire in programmi che mirino ad aumentare in modo tangibile i risultati per la popolazione e a promuovere un cambiamento comportamentale.

Secondo l’Ocse, è necessario che i sistemi sanitari favoriscano l’assistenza primaria e includano le farmacie territoriali in questi sforzi per aiutare a smaltire il grave arretrato di cure accumulato negli ultimi 24 mesi a causa della pandemia.

Si dovrebbe, infine, evidenziare chiaramente il ruolo fondamentale della prevenzione e dello screening (come non vedere anche qui un chiaro ruolo per le farmacie? – ndr) per ridurre l’onere delle malattie non trasmissibili, sia fisiche sia psicologiche, che incidono negativamente sulla produttività economica in generale. (EP)

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