In Cechia le farmacie presenti sul territorio sono sempre meno, con la conseguenza che, per ottenere i farmaci necessari, i pazienti devono recarsi in un’altra città, che può essere distante decine di chilometri. Un problema che si sta aggravando e che danneggia im modo particolare chi abita nelle citta più  piccole. I farmacisti cechi chiedono la reintroduzione del quorum.

Sono sempre meno in Cechia le farmacie presenti sul territorio, a causa del sottofinanziamento dell’assistenza farmaceutica, con pesanti disagi per i cittadini. L’Associazione dei farmacisti chiede la reintroduzione del quorum, con nuovi criteri geodemografici che garantiscano una equilibrata copertura territoriale, e una più adeguata remunerazione.

La causa principale della diminuzione del numero delle farmacie è il sottofinanziamento dell’assistenza farmaceutica.

Negli ultimi 15 anni, l’importo pagato dalle compagnie di assicurazione per i farmaci prescrivibili è aumentato in maniera da non poter coprire nemmeno l’inflazione, per non parlare della crescita di altri costi associati a obblighi continuamente imposti dallo Stato.

C’è stato un drastico calo nel finanziamento delle nostre cure, e questo si manifesta sempre prima nei soggetti più vulnerabili, che non sono più in grado di compensare le spese sempre crescenti con il reddito a loro disposizione. Inoltre, la nostra remunerazione è legata al prezzo dei farmaci erogati e nelle aree periferiche le farmacie non riescono più a sopravvivere“, spiega Aleš Krebs, presidente del Consiglio di amministrazione dell’Assemblea nazionale dei farmacisti (ČLnK), che ritiene essenziale modificare il sistema di remunerazione delle cure farmaceutiche in un modo che tenga il più possibile conto dell’assistenza ai pazienti e della consulenza fornita dai farmacisti più che del prezzo dei farmaci.

“Va ricordato -prosegue Krebs- che siamo soggetti a una regolamentazione molto rigida in termini di prezzi, pagamenti e tasse commerciali, senza una regolare valorizzazione che corrisponda almeno all’inflazione e alla possibilità di tenere conto degli obblighi imposti dallo Stato. Al contrario, praticamente tutti gli altri costi per noi sono basati sul mercato, e quindi  non regolamentati“.

Dal 2015 a oggi 103 farmacie in meno

Negli ultimi anni in Cechia le farmacie, soprattutto nei comuni più piccoli, sono calate di diverse decine.  Il saldo del numero di farmacie è negativo dal 2015, con 103 farmacie in meno. Al contrario, in alcuni luoghi dove sono già presenti farmacie, se ne stanno creando di nuove.

A questa situazione i farmacisti stanno cercando di trovare una soluzione chiedendo al Ministero della Salute l’introduzione di criteri geodemografici che impediscano la creazione di nuove farmacie in luoghi dove non ce n’è certamente bisogno, mentre nelle zone periferiche e rurali le farmacie chiudono.

Inoltre, l’aperura di farmacie in località già coperte dal servizio non porta a un miglioramento di quest’ultimo, dato che i farmacisti tenderanno a redistribuirsi tra le farmacie nuove e quelle preesistenti. L’offerta di farmacisti in Repubblica Ceca è infatti particolarmente anelastica. Alla fine ciò comporta orari di apertura più brevi, nessun turno nei fine settimana e chiusure nei giorni festivi. In più, per mancanza di personale, non possono essere effettuate preparazioni magistrali.

Paradossalmente, quindi, più farmacie non significano necessariamente una migliore assistenza sanitaria per i pazienti, poiché è fondamentale che le farmacie siano stabilite laddove sono necessarie in termini di assistenza sanitaria.

Il quorum per la creazione di nuove farmacie è comune in molti Paesi europei e garantisce una migliore distribuzione delle farmacie, una migliore accessibilità e qualità delle cure farmaceutiche. Ed è a tali regole che guarda la ČLnK, richiamando l’attenzione sul problema del declino delle farmacie e proponendo l’introduzione di regole geodemografiche. (EP)

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