L’influenza australiana sarà probabilmente protagonista accanto a Covid-19 nel prossimo autunno: converrà quindi vaccinarsi contro entrambe le infezioni (e lo si potrà fare, naturalmente, anche nelle farmacie). L’Osservatorio Influenza (il cui direttore scientifico è il noto virologo Francesco Pregliasco) ritiene molto probabile che l’influenza australiana circolerà come accadeva per la patologia stagionale prima della pandemia Covid e che quindi ci si debba preparare a fronteggiare tutti e due i virus.

L’Osservatorio Influenza segnala l’arrivo dell’influenza australiana, che molto probabilmente si farà sentire come facevano le patologie stagionali prima della pandemia. La campagna antinfluenzale partirà in ottobre. Si consiglia, specialmente ai soggetti fragili, di vaccinarsi sia contro l’australiana sia contro Covid-19.

Se nei due anni di pandemia l’influenza stagionale era stata quasi assente grazie alle rigide precauzioni prese dalla popolazione, quest’anno, allentate quelle misure, secondo l’Osservatorio, le cose dovrebbero andare diversamente. Ci si aspetta sia una ripresa dei contagi da Covid sia un’ondata influenzale rilevante, considerando che in Australia il virus A, ceppo H3N2, si è diffuso in misura notevole e spesso con effetti seri e che in Italia qualche caso si è già registrato, con grande anticipo rispetto al solito.

Spiega il professor Pregliasco (che è anche docente all’Università degli studi di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi): “Per ora si tratta comunque solo di casi isolati. L’autunno, nella parte iniziale, solitamente fa prevalere le forme simil influenzali, mentre la vera ondata influenzale si scatenerà quando il freddo si farà più vigoroso e prolungato, quindi più avanti, tra fine novembre e inizio dicembre. Questi primi casi devono essere però un campanello d’allarme, soprattutto per i soggetti a rischio, ai quali si raccomanda di vaccinarsi a partire da ottobre con il vaccino antinfluenzale aggiornato”.

Le categorie più a rischio

L’Osservatorio ricorda che l’influenza tende a guarire spontaneamente, fatto il suo decorso, ma può anche determinare complicazioni che in Italia causano circa 8mila decessi l’anno. Particolare attenzione devono fare le persone più fragili.

Pregliasco consiglia anzitutto di adottare alcune classiche misure precauzionali: “Come per Covid, è bene evitare gli assembramenti, indossare le mascherine nei luoghi affollati, stare distanti da persone con influenza, igienizzarsi spesso le mani”.

Poi però c’è il vaccino. La vaccinazione è gratuita ed è rivolta in particolare a: donne che all’inizio della stagione epidemica di trovino in gravidanza; soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza; soggetti di età pari o superiore a 65 anni; addetti ai servizi pubblici di primario interesse collettivo; donatori di sangue; bambini sani nella fascia di età tra i 6 mesi e i 6 anni: e, vista la contemporanea presenza di Covid, anche soggetti di età compresa tre i 60 e 64 anni.

L’autunno-inverno che ci aspetta

Avremo quindi un autunno-inverno con influenza australiana e Covid -19 da cui guardarci. Ecco lo scenario delineato da Pregliasco: “Quest’inverno sarà probabilmente la nostra ultima battaglia con la pandemia; in questo momento ci troviamo in una fase di transizione, il virus si sta cioè progressivamente endemizzando. La malattia rimarrà ma, a meno che non arrivi una variante particolarmente aggressiva, non dobbiamo più immaginare il Covid come una presenza costante e continua, ma ci dobbiamo aspettare ondate, si spera, via via sempre più brevi e di minore intensità”.

“Ma questo non significa affatto che si debba rinunciare alla cautela -ammonisce il virologo- Il virus continua a cambiare, schivando la capacità di risposta della memoria immunitaria acquisita dai soggetti vaccinati o che hanno contratto il Covid. Ecco perché è importante continuare a vaccinare, in particolare i soggetti fragili, anche in “combinazione con la vaccinazione antinfluenzale”, oltre ad avere comportamenti responsabili. Solo così si farà la differenza perché il Covid non si è raffreddorizzato, come si vuol far pensare, ma circola ancora molto e purtroppo uccide ancora. Si è solo un po’ rabbonito, ma questa sua relativa bontà è legata al fatto che gran parte di noi, vaccinati e guariti, pur non sfuggendo all’infezione, riesce a evitare gli effetti più pesanti della malattia”. Per ulteriori informazioni, si può consultare il sito dell’Osservatorio qui.

Già partita la campagna anti-Covid con i bivalenti

Se la campagna vaccinale contro l’influenza australiana comincerà in ottobre, quella con i nuovi vaccini bivalenti aggiornati alla variante Omicron di Covid-19 è già partita in diverse Regioni (tra cui Lombardia, Liguria, Veneto, Sicilia, a cui si aggiungeranno via via tutte le altre, con l’arrivo delle forniture). Si è iniziato con gli hub vaccinali e presto saranno pronte anche le farmacie.

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