Secondo Iqvia, i farmaci biosimilari hanno un grande potenziale di risparmio sulla spesa sanitaria: hanno già generato oltre 30 miliardi di euro di risparmi cumulati in Europa e continuano a crescere, con importanti benefici per i pazienti e i sistemi sanitari europei.

Il rapporto di Iqvia “The impact of biosimilar competition in Europe”, presentato a Bruxelles, analizza il potenziale dei farmaci biosimilari: hanno prodotto in Europa oltre 30 miliardi di euro di risparmi cumulati.

Tra i dati più significativi emersi dall’ottava edizione del rapporto di Iqvia va ricordato che nel solo 2022 si sono registrati oltre 850 milioni di giorni di trattamento con farmaci biosimilari. Nel corso degli ultimi anni si sono contati 4,5 miliardi di giorni di trattamento con questi medicinali (Iqvia ricorda che il primo biosimilare fu lanciato nel 2006).

Il rapporto evidenzia come nel 2012 le stime suggerissero che i risparmi ottenibili con l’impiego dei biosimilari potessero essere tra i 12 e i 34 miliardi di euro per il 2020. Oggi, nel 2022, il risparmio cumulato nel tempo per l’impatto di questi farmaci in 23 Paesi europei è valutabile effettivamente sopra i 30 miliardi. Secondo le stime di Iqvia, il loro effetto generale sulla riduzione dei costi è stimabile tra il 2% e l’8% del budget farmaceutico totale.

La crescita di questa categoria di farmaci procede ormai da dieci anni a un tasso superiore a quello dei farmaci non biologici. Più in particolare, negli ultimi cinque anni, hanno registrato un incremento dell’11,3% rispetto a un tasso del +6,3% del mercato totale. Oggi i biologici rappresentano il 35% della spesa farmaceutica in Europa a prezzi di listino e hanno un valore annuale di 9 miliardi di euro.

Secondo gli autori del rapporto, l’importanza dei farmaci biosimilari è un fattore cruciale di successo per  sistemi sanitari sia nella fase pre-Covid sia in quella postpandemica e il loro effetto porta benfici per i pazienti, per l’economia e per la sanità nel suo insieme. La velocità di assorbimento dei biosimilari -che cresce anno dopo anno- riflette inoltre, secondo gli autori, “una crescente fiducia nella prescrizione di biosimilari da parte dei medici e un miglioramento delle politiche adottate dagli Stati sui biosimilari”.

L’Europa è leader nei farmaci biosimilari

Secondo Julie Maréchal-Jamil, direttrice della politica sui biosimilari presso Medicines for Europe, “l’Europa è il leader globale nei farmaci biosimilari. Con migliori politiche di assorbimento, i medicinali biosimilari possono ridurre le disuguaglianze sanitarie in tutta Europa. La revisione della legislazione farmaceutica dell’Ue è un’opportunità per sfruttare parte di questo potenziale, aggiornando le regole di settore ai dati scientifici e alle esperienze più recenti”.

Iqvia ha presentato il suo rapporto (realizzato per i servizi della Commissione europea con contributi iniziali di Efpia, Medicines for Europe e EuropaBio) nei giorni scorsi all’evento multilaterale della Commissione Ue sui farmaci biosimilari (European Commission Biosimilar Multistakeholder 2022).

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