Sono anni che si parla del problema delle carenze di farmaci in Europa (Italia ampiamente inclusa) e la questione non soltanto continua a rimanere aperta, ma tende addirittura ad aggravarsi (il caso della Amoxicillina, di cui abbiamo parlato anche sul nostro sito, è esemplare). Proprio in questi giorni si segnalano due importanti iniziative in materia: l’appello dei produttori di farmaci senza brevetto alla Commissione Europea e l”annuncio del presidente francese Emmanuel Macron sul ritorno in Francia della produzione di 50 farmaci essenziali.

Il problema delle carenze di farmaci in Europa perdura e si aggrava: i produttori di generici chiedono un intervento della Ue, la Francia annuncia la decisione di riportare sul suo territorio la produzione di cinquanta medicinali essenziali.

European fine chemicals group (Efcg, Gruppo europeo di chimica fine) e Medicines for Europe, rappresentanti dei produttori di principi attivi e farmaci non coperti da brevetto, hanno quindi inviato alla Commissione Ue un documento in cui si chiedono interventi per sostenere la produzione farmaceutica in Europa e dare indicazioni chiare sulla sicurezza delle forniture e degli appalti farmaceutici, per tutelare i Paesi Ue dalla minaccia ricorrente di carenza di medicinali.

La lettera è stata spedita alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, alla commissaria Ue per la Salute e la sicurezza alimentare Stella Kyriakides e al commissario europeo per il Mercato interno Thierry Breton.

Il documento del Belgio con le proposte dei principali Stati d’Europa

Le associazioni appoggiano il documento presentato il 2 maggio alla Commissione Ue dal Governo del Belgio e co-firmato dai principali Pesi Ue, Italia compresa, con cui gli Stati membri chiedono di:

  • a)   istituire un meccanismo volontario di solidarietà per alleviare temporaneamente le gravi carenze negli Stati membri
  • b) istituire di un elenco europeo di medicinali essenziali le cui catene di approvvigionamento, produzione e valore devono essere monitorate e tutelate con politiche attive di sostegno
  • c)  esplorare la possibilità di una legge sui farmaci critici per ridurre le dipendenze in particolare per i prodotti in cui ci sono pochi produttori o Paesi fornitori

Un elenco europeo dei farmaci critici e una legge ad hoc su di loro sono ritenuti due passi indispensabili. “È necessario -scrivono le associazioni- promuovere gli investimenti nella capacità di produzione di principi attivi e di medicinali: questo garantirebbe la redditività a lungo termine degli impianti industriali e porterebbe anche alla reindustrializzazione dell’Ue, in linea con la nuova strategia industriale per l’Europa». Tenendo però presente che “la sostenibilità del comparto è possibile solo adeguando le attuali politiche in materia di prezzi e appalti pubblici, in particolare per i prodotti maturi che hanno subito riduzioni di prezzo aggressive da cui sono scaturiti il consolidamento e la globalizzazione della produzione di princii attivi e medicinali”.

Contro le carenze di farmaci in Europa le mosse di Germania e Francia

Intanto alcuni Stati della Ue stanno prendendo iniziative in proprio per contrastare le carenze di farmaci. La Germania ha stabilito interventi sui prezzi e sulle gare d’appalto pubbliche, mentre la Francia (dove l’Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé afferma che gli esaurimenti di scorte sono raddoppiati tra 2021 ee 2022) ha elaborato un elenco di 450 medicinali critici per i quali sarano alzati i livelli di rimborso.

Per quanto riguarda la Francia, inoltre, ha fatto notizia il recentissimo annuncio del presidente Emmanuel Macron sul ritorno in territorio francese della produzioni di cinquanta farmaci, in gran parte generici, (in due tappe, 25 + 25), proprio per assicurarne la disponibilità attualmente minacciata a causa della dipendenza da importazioni extraeuropee.

In Italia Egualia chiede un incontro con il ministro della Salute

In Italia l’associazione dei produttori di equivalenti e biosimilari Egualia ha chiesto un incontro urgente al ministro  della Salute Orazio Schillaci “poiché la produzione e la commercializzazione di una importante porzione dei farmaci equivalenti erogati dalle oltre 65 aziende associate a Egualia, sia nelle farmacie aperte al pubblico che in ospedale, è a fortissimo rischio di sostenibilità e quindi di continuità di approvvigionamento”.

“I costi di produzione di molti farmaci essenziali -argomenta Egualia- continuano a crescere senza un corrispondente adeguamento del livello di rimborso del Ssn, con il rischio, sempre più attuale, che molte realtà industriali decidano di uscire dal mercato, con ripercussioni importanti in tema di erogazione di farmaci essenziali per tutte le patologie croniche. Si tratta di oltre il 25% dei farmaci oggi in lista di trasparenza (che presentano un livello di rimborso fino a 5 euro) e una larghissima parte dei farmaci iniettabili sterili venduti in ospedale”.

“Il portfolio delle aziende che producono farmaci equivalenti e biosimilari -conclude l’associazione- è costituito in gran parte da medicinali a basso costo, utilizzati per il trattamento di malattie croniche, terapie gestite in assistenza territoriale ed ospedaliera: farmaci essenziali per il corretto funzionamento dell’assistenza farmaceutica pubblica. Senza un adeguato intervento di carattere sistemico che renda sostenibile l’approvvigionamento di questi farmaci, le situazioni di carenza non potranno che aumentare, danneggiando il Ssn e, soprattutto, i pazienti e il loro diritto di accesso alle cure”.