Aifa: almeno 100 milioni di risparmi con i farmaci a brevetto scaduto
Secondo il rapporto 2022 dell’Aifa sui farmaci non biologici a brevetto scaduto, l’introduzione sul mercato di questi medicinali “rappresenta una importante occasione di efficientamento economico della spesa sanitaria senza compromettere le garanzie di efficacia e sicurezza che rimangono il cardine dell’assistenza farmaceutica”. In base al monitoraggio svolto dall’Agenzia, a livello nazionale, per l’intero anno 2022, è possibile stimare un risparmio complessivo che parte da un minimo di 102.722.667 di euro.
Monitoraggio Aifa dei farmaci non biologici a brevetto scaduto per il 2022: questi medicinali sono “una importante occasione di efficientamento economico della spesa sanitaria senza compromettere le garanzie di efficacia e sicurezza”.
Il documento di Monitoraggio dei farmaci non biologici a brevetto scaduto -spiega Aifa- prende in considerazione quei medicinali che superano una soglia di spesa definita e che abbiano almeno un equivalente autorizzato e commercializzato in Italia.
Si tratta di 26 molecole, contenute in specialità medicinali erogate nel canale della distribuzione diretta e convenzionata: abiraterone, aripiprazolo, azacitidina, cabazitaxel, daptomicina, dasatinib, doxorubicina, everolimus, fulvestrant, glatiramer, imatinib, lenalidomide, metadone, micofenolato, octreotide, paclitaxel, paliperidone, pemetrexed, piperacillina/tazobactam, posaconazolo, risperidone, sitagliptin, sorafenib, tacrolimus, teicoplanina e tolvaptan.
L’Agenzia italiana del farmaco sottolinea che esiste tuttora una grande variabilità regionale nel consumo degli equivalenti, con Regioni che li utilizzano esclusivamente e altre in cui l’incidenza del consumo è molto basso o addirittura nullo.
Ma quali sono le molecole, che a livello nazionale, al di là delle differenze regionali, registrano il maggiore consumo del farmaco equivalente? Riportiamo di seguito un estratto del rapporto Aifa (consultabile sul sito dell’Agenzia del farmaco).
Le molecole per cui prevale l’utilizzo dell’equivalente
Le molecole che a livello nazionale hanno un consumo di farmaco a brevetto scaduto superiore al 50%, in termini di Ddd consumate nel periodo gennaio-dicembre 2022, rispetto al consumo complessivo per l’anno 2022, mostrano in genere una importante riduzione della spesa complessiva (originator+brevetto scaduto) per l’anno 2022 (rispetto al 2021) accompagnata altresì da una consistente riduzione del costo medio Ddd complessivo nel periodo 2016-2022, effetti dovuti a una importante prevalenza d’uso del farmaco a brevetto scaduto.
In dettaglio, a livello nazionale si osserva:
- aripiprazolo nel 2022 ha un’incidenza di uso (Ddd) di brevetto scaduto pari al 95,5%, accompagnato da una riduzione della spesa di circa il 17% rispetto all’anno precedente, mentre dal 2016 al 2022 mostra una riduzione del costo medio Ddd dell’86%
- azacitidina, l’incidenza di uso di brevetto scaduto (Ddd) è pari all’83,7% con una riduzione della spesa per il 2022 del 37% (rispetto al 2021) e riduzione del prezzo medio Ddd, dal 2016 al 2022, del 70%
- cabazitaxel con quasi il 61% di uso di brevetto scaduto (Ddd) mostra una riduzione della spesa per il 2022 di oltre il 47%, rispetto al 2021, a cui si accompagna la riduzione del prezzo medio DDD, dal 2016 al 2022, del 67,5%
- daptomicina con un’incidenza di uso di brevetto scaduto (Ddd) del 98,7% presenta una riduzione della spesa per il 2022 di circa il 27% (rispetto al 2021) dovuta ad una riduzione del prezzo medio DDD, dal 2016 al 2022, dell’88%
- fulvestrant con il 79,3% di incidenza d’uso mostra una riduzione della spesa nel periodo gennaio-dicembre 2022 del 60% (rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e una riduzione del costo medio, dal 2016 al 2022, del 63%
- glatiramer nel 2022 ha un’incidenza di uso di brevetto scaduto (Ddd) pari al 56,5% mostra una riduzione della spesa del 36% (rispetto al 2021) mentre il costo medio Ddd, dal 2016 al 2022, si riduce del 75%
- imatinib con quasi l’82% di uso del farmaco a brevetto scaduto presenta una riduzione della spesa del 35% rispetto all’anno precedente, e una riduzione del costo medio Ddd dell’84%
- lenalidomide, che ha perso il brevetto nel mese di giugno 2022, presenta un’incidenza di consumo di brevetto scaduto pari al 61,3%, una riduzione della spesa del 56% rispetto al 2021 e una riduzione del prezzo medio Ddd del 70% dal 2016 al 2022
- metadone con quasi il 100% di uso dell’equivalente mostra, rispetto al 2021, una minima riduzione della spesa (-3,8%) e un prezzo medio Ddd che nel periodo 2016-2022 si mantiene stabile
- micofenolato con quasi il 78% di uso del farmaco a brevetto scaduto è la molecola che fa registrare la minore variazione di spesa nel 2022 (-0,7% rispetto al 2021) con una riduzione del costo medio Ddd (2016-2022) del 38%
- paclitaxel ha un incidenza di consumo di farmaco a brevetto scaduto di quasi l’85%, accompagnata da una riduzione della spesa nel 2022 del 30% rispetto all’anno precedente e una riduzione del prezzo medio Ddd del 40%
- pemetrexed con il 65,3% di uso del farmaco a brevetto scaduto presenta una riduzione della spesa del 71% rispetto al 2021, e una riduzione del costo medio DDD dell’74%
- piperacillina/tazobactam, sebbene a livello nazionale si utilizzi esclusivamente il farmaco a brevetto scaduto, mostra una minima riduzione della spesa rispetto al 2021 (- 1,9%) e un aumento del costo medio per Ddd dal 2016 al 2022, del 47%
- posaconazolo con l’88% di incidenza d’uso del farmaco a brevetto scaduto mostra una riduzione della spesa del 16% nel 2022, rispetto al 2021, e una riduzione del prezzo medio Ddd del 54 dal 2016 al 2022
- risperidone nel 2022, mostra un incidenza d’uso del farmaco a brevetto scaduto del 75,3% accompagnata da riduzione della spesa del 8,6%, rispetto al 2021, e una riduzione del costo medio Ddd del 44% dal 2016 al 2022
- teicoplanina con il 65,9% d’incidenza d’uso del farmaco a brevetto scaduto, riporta per il 2022 una riduzione della spesa del 26% (rispetto al 2021), mentre dal 2016 al 2022 il costo medio Ddd si è ridotto del 73%.