Uno studio canadese sui farmaci inutilizzati in ospedale ha analizzato i benefici che potrebbero derivare, in termini economici e ambientali, dal recupero e riciclaggio dei medicinali non usati nelle strutture ospedaliere.

Secondo uno studio canadese, il recupero e riciclaggio dei farmaci inutilizzati in ospedale potrebbe produrre significativi risparmi e ridurre l’impatto ambientale.

L’indagine (“Recycling unused medications in hospitals is financially viable and good for the environment”) è stata condotta da membri della Facoltà di Scienze farmaceutiche dell’Università British Columbia e del Lower Mainland Pharmacy services di Vancouver (Isia Drummond e altri) e pubblicata questa estate sull’International Journal of Pharmacy practices (Ijp). Per approfondire potete leggere qui.

Gli autori sono partiti dalla considerazione che nelle strutture ospedaliere si generano notevoli sprechi, che potrebbero essere ridotti recuperando e riciclando i farmaci non usati e hanno provato a determinare volumi e valori del riciclaggio realizzabile con la restituzione di medicinali orali solidi inutilizzati da parte delle unità di infermeria ai reparti di farmacia di tre ospedali cittadini.

Proiettati su ventuno ospedali, i risultati dello studio canadese suggeriscono che questa pratica di recupero potrebbe sottrarre circa 461.000 unità di farmaci all’inceneritore, con un valore netto stimato di circa 415.000 dollari l’anno.

Concludono pertanto gli autori dell’analisi che il riciclaggio dei farmaci inutilizzati potrebbe far risparmiare importanti quantità di denaro e insieme ridurre l’impatto ambientale negativo legato a smaltimento e incenerimento.