L’Unione Europea ha varato nuove norme per garantire una maggiore sicurezza dei servizi on line e la tutela degli utenti del mondo digitale. Che cosa è successo durante la pandemia e soprattutto durante il lockdown quando eravamo tutti chiusi in casa e uno dei pochi modi di poter disporre di prodotti di stretta necessità era quello di andare sui market place? Ci ricordiamo bene come, in quei giorni, su tali market place, le offerte di farmaci miracolosi e dispositivi di protezione di dubbia qualità fossero all’ordine del giorno. Era chiaro che occorreva mettere ordine in un settore dove i siti che ospitano rivenditori di “olio di serpente” non operavano alcun controllo su ciò che proponevano sulle loro piattaforme.

La Ue ha adottato due pacchetti legislativi che dettano le regole europee per creare in rete un ambiente più sicuro ed equo per gli utenti e garantire trasparenza e correttezza dei servizi on line.

Come ben sappiamo, negli ultimi due decenni, le piattaforme digitali come Amazon, Google o Facebook sono diventate parte integrante della nostra vita e, sebbene i benefici di questa trasformazione digitale siano evidenti, altrettanto evidente è come le stesse abbiano un’influenza significativa sulla società e sull’economia, spesso determinando le innovazioni future o le scelte dei consumatori. Inoltre, i servizi online possono essere utilizzati impropriamente da sistemi algoritmici per amplificare la diffusione della disinformazione e per altri scopi dannosi.

Il Regolamento sui servizi on line (Dsa) e quello sui mercati digitali (Dma)

Per questo motivo, l’Unione Europea ha adottato un quadro giuridico moderno che dovrà garantire la sicurezza degli utenti online. Il Regolamento sui servizi digitali (Dsa) e quello sui mercati digitali (Dma) costituiscono un unico insieme di norme applicabili in tutta l’Ue con il duplice scopo di: creare uno spazio digitale più sicuro in cui siano tutelati i diritti fondamentali di tutti gli utenti dei servizi digitali; stabilire condizioni di parità per promuovere l’innovazione, la crescita e la competitività, sia nel mercato unico europeo sia a livello globale.

Il Dsa mira a creare uno spazio digitale più sicuro, dando alle persone un maggiore controllo su ciò che vedono online. Gli utenti avranno accesso a maggiori informazioni sul motivo per cui vengono loro consigliati contenuti specifici e possono ora scegliere di non essere profilati. La pubblicità mirata è vietata ai minori e l’uso di dati sensibili, come l’orientamento sessuale, la religione o l’etnia, non è più consentito.

Le regole specificate nel Dsa riguardano principalmente gli intermediari e le piattaforme online come, per esempio, i mercati online, i social network, le piattaforme di condivisione dei contenuti, le app store e le piattaforme di viaggio e alloggio online.

Le nuove regole contribuiranno finalmente a proteggere gli utenti da contenuti dannosi e illegali migliorando in modo significativo la rimozione di tali contenuti. Contribuiranno inoltre a contrastare anche la disinformazione politica e sanitaria. Tutto ciò grazie all’autoregolamentazione di cui dovranno farsi carico i giganti della rete.

Il Regolamento sui servizi digitali contiene anche norme che assicurano che i prodotti venduti online siano sicuri e seguano gli standard più elevati stabiliti nell’Ue.

La deputata europea Schaldemose: “Per troppo tempo i giganti della tecnologia hanno beneficiato dell’assenza di regole. Ora le regole e i diritti saranno rafforzati”

Per troppo tempo i giganti della tecnologia hanno beneficiato dell’assenza di regole. Il mondo digitale si è trasformato in un Far West, con i più grandi e i più forti a dettare le regole. Ma c’è un nuovo sceriffo in città: il Dsa. Ora le regole e i diritti saranno rafforzati” ha affermato Christel Schaldemose, l’eurodeputata di riferimento per la legge sui servizi digitali.

Il Dsa è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 ottobre 2022, è entrato in vigore il 16 novembre 2022, e sarà direttamente applicabile in tutta l’Ue dopo quindici mesi ossia dal 17 febbraio 2024.

Tuttavia, le piattaforme online hanno dovuto già adempiere ad alcuni obblighi previsti dalla normativa. Hanno infatti dovuto pubblicare il numero di utenti attivi entro il 17 febbraio 2023 e, nel caso tale numero sia superiore ai 45 milioni di utenti (pari al 10% della popolazione europea), ne discende la designazione di tali piattaforme a big player chiamati ad adempiere alla nuova normativa europea.

A seguito di tale designazione, gli “over the top” hanno avuto 4 mesi di tempo per conformarsi agli obblighi del Dsa, che comprendono l’esecuzione e la trasmissione alla Commissione della loro prima valutazione annuale dei rischi.

Da parte loro gli Stati membri dell’Ue dovranno invece nominare dei coordinatori dei servizi digitali entro il 17 febbraio 2024, quando anche le piattaforme con meno di 45 milioni di utenti attivi dovranno conformarsi a tutte le norme del Dsa. (EP)