L’Agenzia italiana del farmaco ha avviato un sondaggio sugli antibiotici fluorochinolonici per valutare l’effetto delle sue recenti campagne informative sugli operatori sanitari e verificarne l’efficacia nel favorire l’uso appropriato di questi farmaci.

Sondaggio Aifa tra gli operatori sanitari sugli antibiotici fluorochinolonici per valutare l’impatto delle iniziative informative sull’utilizzo appropriato di questi farmaci.

Aifa si è particolarmente impegnata nel contrasto all’uso eccessivo e improprio degli antibiotici e proprio quest’anno ha diffuso una Nota informativa importante sull’utilizzo corretto dei fluorochinoloni e realizzato campagne di informazione per sensibilizzare operatori (medici, farmacisti, infermieri) e pazienti.

I fluorochinoloni sono antibiotici utili per il trattamento di alcune infezioni batteriche, anche molto gravi (come alcuni tipi di polmonite, meningite, encefalite, eccetera), per cui altre terapie farmacologiche non sono sufficientemente efficaci (principi attivi che appartengono alla categoria: Ciprofloxacina, Flumechina, Levofloxacina, Lomefloxacina, Moxifloxacina, Norfloxacina, Ofloxacina, Pefloxacina, Prulifloxacina e Rufloxacina).

Il loro impiego inappropriato può però essere causa di gravi effetti collaterali soprattutto a danno del sistema nervoso e del sistema muscolo-scheletrico. Il loro uso deve essere quindi limitato (non devono essere usati, per esempio, contro infezioni che possono risolversi senza trattamento o che non sono gravi, infezioni non batteriche, infezioni ricorrenti del tratto urinario inferiore, infezioni batteriche lievi – si veda sul nostro sto qui e qui).

Aifa ha quindi promosso un’indagine tramite questionario rivolta ai centri regionali di farmacovigilanza, alle società scientifiche e alle associazioni di categoria, a cui ha richiesto collaborazione per divulgare le raccomandazioni elaborate a livello europeo e tradotte in documenti destinati ai pazienti e agli operatori sanitari. Le risposte, che resteranno anonime, forniranno elementi utili per programmare eventuali nuove campagne di informazione sul tema. Per maggiori informazioni, si può consultare il sito dell’Agenzia qui.