La Corte di Giustizia Ue ha emesso una importante sentenza lo scorso 21 settembre a proposito della vendita di farmaci da parte di una farmacia a un distributore intermedio: la transazione non è consentita perché contraria al diritto europeo, nemmeno in caso di piccole quantità. A meno che la farmacia non abbia essa stessa l’autorizzazione alla distribuzione all’ingrosso.

Secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, la vendita di farmaci da una farmacia a un grossista è incompatibile con il diritto europeo. Il distributore intermedio deve rifornirsi soltanto presso chi abbia l’autorizzazione alla distribuzione all’ingrosso.

Come illustrato dalla Circolare di Federfarma 427/2023 (disponibile sul sito nell’area riservata), la Corte era intervenuta in seguito a un contenzioso sorto in Austria, dove una farmacia (a cui l’autorizzazone alla distribuzione all’ingrosso era stata revocata) vendeva medicinal (acquistati presso altre farmacie non autorizzate alla vendita all’ingrosso) a grossisti regolarmente autorizzati.

La Corte ha chiarito che, secondo la normativa europea, il grossista deve rifornirsi dei farmaci soltanto presso soggetti autorizzati alla distribuzione all’ingrosso ovvero esentati dall’autorizzazione perché produttori. Non può quindi rivolgersi, neppure per quantitativi minimi, a soggetti autorizzati alla vendita di farmaci al pubblico, ma privi di autorizzazione alla distribuzione all’ingrosso.

La Circolare di Federfarma riporta quindi le conclusioni finali della Corte, secondo cui il diritto europeo deve essere interpretato nel senso che una persona titolare di un’autorizzazione di distribuzione all’ingrosso di medicinali non può procurarsi medicinali da altre persone che, in forza della normativa nazionale, sono autorizzate o abilitate a fornire medicinali al pubblico, ma che non sono a loro volta titolari di siffatta autorizzazione di distribuzione…anche se l’approvvigionamento abbia luogo solo su scala ridotta o se i medicinali così acquisiti sono destinati alla rivendita solo a persone autorizzate o abilitate a fornire medicinali al pubblico o a persone che sono a loro volta titolari di un’autorizzazione di distribuzione all’ingrosso” (il testo completo della sentenza è disponibile sul sito di Federfarma, allegato alla Circolare 427).

Pertanto, conclude Federfarma, “è da considerare illecita la vendita di farmaci da parte di una farmacia a un grossista, ma solo se la farmacia non disponga di regolare autorizzazione alla distribuzione all’ingrosso. Tale vendita è da considerarsi illecita senza alcuna eccezione. Non potrà essere pertanto considerata come lecita la fornitura di quantitativi minimi di farmaci”.