Il 29 settembre si celebra, come ogni anno, la Giornata mondiale del Cuore, che ha tra i suoi obiettivi quello di sensibilizzare le popolazioni sul rischio dell’ipertensione, la malattia cronica più diffusa in Italia, e sulla necessità di prevenirla e contrastarla con corretti stili di vita e di individuarne l’eventuale insorgenza con controlli e diagnosi precoci.

In occasione della Giornata mondiale del Cuore, in primo piano i dati relativi all’ipertensione, la patologia cronica più diffusa in Italia, che comincia a riguardare anche le fasce d’età più giovani.

Secondo l’Istat (“Aspetti della vita quotidiana”), di ipertensione in Italia soffrono oggi quasi undici milioni di persone. La patologia riguarda soprattutto le classi di età più avanzate, ma già tra  45 e  55 anni si registra una percentuale di casi intorno al 13% (1,2 milioni di persone). A grandi linee, i due terzi sono sopra i 65 anni e un terzo è under 65.

Sopra i 75 anni più della metà degli inifvidui è affetta da ipertensione: sono 4 milioni di casi, contro i 3,8 del 2018 .

Nel complesso, nell’arco temporale tra il 2018 e il 2022, il numero totale di soggetti ipertesi (comunque molto alto) è rimasto stabile, ma in prospettva la patologia potrebbe riprendere a espandersi.

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Ai dati ufficiali pubblicati dall’Istat vanno infatti aggunti quelli di recenti studi, che puntano l’attenzione sui rischi che corre una notevole percentuale di soggetti più giovani, che hanno già precocemente valori pressori anomali (e spesso non lo sanno). Si stima infatti che in Italia circa due milioni di persone sotto i 35 anni abbia valori di pressione alterati e quindi sia a potenziale rischio di sviluppare malattie cardiovascolari o eventi cardiaci acuti come infarto e ictus.

Inoltre, secondo uno studio delle università svedesi di Umea e Uppsala, pubblicato sugli Annals of Internal Medicine, quasi il 30% dei diciottenni del campione esaminato mostrava valori di pressione irregolari, superiori a 120/80 mmHg.

Per questo la Società Italiana di Cardiologia (Sic) raccomanda di cominciare a misurare la pressione già in età adolescenziale per poter formulare diagnosi precoci e praticare cure tempestive. E, poiché spesso i problemi di ipertensione sono legati a comportamenti non salutari (consumo di alcol, fumo, sedentarietà e alimentazione disordinata e carica di grassi, zuccheri e sale), di intervenire seriamente sulle abitudini delle persone con l’adozione di stili di vita sani.