La medicina di genere è un tema che suscita sempre maggiore interesse, del quale si legge ormai frequentemente anche sulla stampa generalista e al quale vengono dedicati numerosi eventi di settore. L’Impatto della disuguaglianza di genere sulla salute e sulla ricerca scientifica, ad esempio, è stato l’argomento al centro del VII Congresso nazionale della Fondazione Onda, che si è svolto a fine settembre.

Nonostante sia noto che l’azione di uno stesso farmaco, così come la manifestazione dei sintomi della medesima patologia, possono essere molto differenti tra uomini e donne, spesso la valutazione finale dell’efficacia e della sicurezza dei farmaci nell’ambito delle sperimentazioni cliniche non tiene conto delle differenze di genere.

Cossolo (Federfarma): l’impegno nella diffusione di una cultura della medicina di genere rientra a pieno titolo nella quotidiana attività di educazione sanitaria e di informazione svolta dal farmacista in farmacia.

Come ha sottolineato il presidente di Federfarma Marco Cossolo nel suo intervento al Congresso, l’impegno nella diffusione di una cultura della medicina di genere rientra a pieno titolo nella quotidiana attività di educazione sanitaria e di informazione svolta dal farmacista in farmacia. Un impegno che consiste anzitutto nel sensibilizzare proprio le donne sulla necessità di prendersi cura di sé effettuando regolari controlli a scopo preventivo, ma anche osservando scrupolosamente le terapie prescritte. Come hanno rilevato alcuni studi sulla Bpco, infatti, le donne risultano meno aderenti alle terapie rispetto agli uomini.

Appare quindi evidente come il farmacista, attraverso il rapporto di fiducia costruito quotidianamente con le donne che entrano in farmacia e operando in stretta collaborazione con i medici di medicina generale e i medici specialisti, possa sia informare le pazienti sul corretto utilizzo dei medicinali, sia rilevare eventuali difficoltà o effetti collaterali che possono compromettere la corretta assunzione dei medicinali.

Altro fronte sul quale è necessario favorire un approccio di genere alla medicina è la prevenzione. In questo campo Federfarma è molto attiva: nel mese di ottobre si svolge -nelle farmacie di Ancona, Brescia e Palermo- un progetto pilota sulla prevenzione cardiovascolare al femminile (si veda sul nostro sito qui) e sono in fase progettuale altre campagne, che comprendono anche momenti di formazione per il farmacista.

La formazione e l’aggiornamento professionale costituiscono un requisito fondamentale per tutti gli attori del sistema sanitario, compresi i farmacisti, al fine di attuare efficacemente sul territorio la medicina di genere, volta a favorire un uso più consapevole dei medicinali tenendo conto delle specificità femminili. E le farmacie, grazie alla loro diffusione capillare e alla prossimità, possono contribuire fattivamente al raggiungimento di questo obiettivo. (SM)