Distribuzione diretta-Dpc-convenzionata: i rappresentanti dei farmacisti ospedalieri e territoriali hanno firmato un importante documento congiunto su questi temi, presentato al congresso della Sifo (Società italiana di farmacia ospedaliera), appena conclusosi a Roma.

Sifo, Fofi, Federfarma e Assofarm hanno elaborato un documento congiunto su distribuzione diretta-Dpc-convenzionata per delineare i criteri da osservare al fine di garantire l’equità di accesso alle cure. Il testo è stato consegnato al sottosegretario alla Salute Gemmato.

Il documento di Sifo, Fofi, Federfarma e Assofarm intende presentare criteri condivisi per la realizzazione di un efficiente equilibrio tra i diversi canali e modalità della distribuzione del farmaco che permetta di assicurare ‘equità di accesso alle cure. Il testo è stato consegnato al sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato durante il congresso della Sifo.

Come ha illustrato il presidente della Sifo Arturo Cavaliere, la Società italiana di farmacia ospedaliera ha istituito con il suo centro studi “un gruppo di lavoro che rappresentasse la categoria del farmacista nel sua interezza, con l’Agenzia italiana del farmaco come organo terzo e indipendente a supporto delle decisione assunte. Il tutto al fine di delineare alcuni principi di fondo di natura scientifica, analizzando i dati di consumo nei tre canali e le caratteristiche delle molecole erogate, e poter così giungere a formulare un documento congiunto basato sui criteri oggettivi di omogeneità di accesso e dei costi, equità delle cure, sostenibilità del Ssn e identica classificazione delle cure”.

Il Documento intende anzitutto determinare:

  • Le categorie di farmaci che possono essere dispensati dai servizi mediante la distribuzione diretta
  • I farmaci che dalla diretta possono essere agilmente trasferiti alla Dpc e la cui dispensazione avviene per conto delle Regioni per il tramite delle farmacie di comunità
  • Valutare il percorso istruttorio necessario per il trasferimento dei farmaci dalla dpc alla convenzionata.

I criteri condivisi esposti nel Documento congiunto su distribuzione diretta-Dpc-convenzionata

Tre sono i criteri fondamentali espressi nel Documento congiunto. Eccoli.

  1. Si ritengono non trasferibili da diretta a Dpc i farmaci con registro di monitoraggio e gestione tramite piattaforma informatica Afa; i farmaci che richiedono scarico informativo da parte della farmacia ospedaliera; i farmaci con somministrazione endovenosa o associata a combo therapy; i farmaci per Hiv (consegnati al paziente dai centri malattie infettive) e per dipendenze distribuiti dai serd; i farmaci per particolari tipologie erogative quali istituti semiresidenziali, penitenziari e i farmaci orfani e Legge 648/1996.
  2. I criteri di trasferibilità dalla diretta alla dpc individuano invece i farmaci erogati in classe A (A-pht) erogati in entrambi i canali come “diretta a cronici”: i farmaci non erogati negli istituti semiresidenziali, nei penitenziari né dispensati alla dimissione da ricovero o da visita specialistica e tutte le categorie comuni di farmaci con una quota prevalente di erogazione in Dpc, senza che siano necessari approfondimenti ulteriori (come nel caso di Nao antidiabetici, asma, Bpco, antipsicotici, anti-Parkinson) e verificate le dovute eccezioni.
  3. Per quanto riguarda invece il trasferimento dalla Dpc alla convenzionata, il Documento precisa che per individuare i criteri condivisi il percorso istruttorio e la necessaria sostenibilità economica per questo trasferimento nell’ambito dell’assistenza di prossimità per le patologie croniche con farmaci prescrivibili dal mmg è necessario dare applicazione alla normativa di modifica della remunerazione della farmacie ed è necessario il cambio di flusso informativo utilizzato ai fini della rendicontazione della spesa farmaceutica dall’attuale sistema di rilevazione.