Se si riducono le risorse al Ssn, crescono i rischi di disuguaglianze nella tutela della salute dei cittadini: questo è l’allarme lanciato da un gruppo di deputati di Alleanza Verdi e Sinistra (prima firmataria Luana Zanella), che ha presentato una mozione nella quale prende spunto dalla costante riduzione delle risorse destinate al finanziamento del Servizio sanitario per denunciare i possibili rischi per la salute e chiedere interventi correttivi.

Mozione in Parlamento: se si riducono le risorse al Ssn, cresce il rischio di disuguaglianze nella tutela della salute dei cittadini.

Complessivamente si è assistito negli anni passati, fatto salvo il periodo di emergenza sanitaria da Covid, come reso noto da osservatori quale, per esempio, il Gimbe, a una riduzione di stanziamenti pari a complessivi 37 miliardi di euro. La Nota di aggiornamento al Def del 2023 indica una prosecuzione della riduzione delle risorse, aumentando il gap con i principali Paesi europei.

Secondo la mozione, le continue riduzioni e i tagli hanno determinato l’aggravarsi delle disparità sociali e delle differenze territoriali, dove si riscontrano evidenti inadempienze rispetto alla garanzia dei livelli essenziali di assistenza; questo, insieme con l’impoverimento di vasti settori di cittadini, ha prodotto anche l’abbandono, da parte di milioni di persone, delle cure e delle attività di prevenzione.

Gli obiettivi della Missione 6 del Pnrr

La Missione 6 del Pnrr ha stanziato risorse di oltre 15,6 miliardi di euro che dovrebbero realizzare reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza territoriale sanitaria nonché realizzare programmi per la indispensabile innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale.

Infatti, la Missione 6 prevedeva la costituzione di 1.350 case di comunità, 600 centrali operative territoriali e 400 ospedali di comunità, con un totale di personale pari a circa 18.350 infermieri, 10.250 unità di personale di supporto, 2.000 operatori sociosanitari e 1.350 assistenti sociali e degli ospedali; la realizzazione di reti di prossimità, della telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale; l’integrazione dei servizi sociosanitari; la promozione dell’innovazione, della ricerca e delle digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale.

Ora -denunciano i parlamentari di Avs- gli obiettivi della Missione 6  rischiano di essere pesantemente ridotti tenuto conto del fatto che, nelle intenzioni del Governo, le case della comunità si ridurrebbero da 1.350 a 936, gli ospedali di comunità si ridurrebbero da 400 a 304; le centrali operative territoriali (Cot) scendono da 600 a 524; il fascicolo sanitario elettronico dovrebbe essere integrato solo con l’inserimento dei documenti dei nativi digitali, mentre i progetti di telemedicina sono posticipati.

Le richieste rivolte al Governo per garantire le necessarie risorse al Ssn

A fronte di tale situazione la mozione Zanella e altri è volta a impegnare il Governo, tra l’altro, a:

  • attuare integralmente quanto previsto dalla Missione 6 del Pnrr senza operare alcuna riduzione degli interventi e dei programmi ivi previsti
  • a garantire che il Servizio sanitario nazionale pubblico e universalistico sia tale in piena attuazione della Legge n. 833 del 1978 nonché dell’articolo 32 della Costituzione, adottando iniziative volte a prevedere un finanziamento del Fondo sanitario nazionale in linea con la media delle risorse stanziate dai Paesi dell’Unione Europea in rapporto al Pil, assicurando un livello di risorse che garantisca l’effettiva erogazione dei livelli essenziali di assistenza uniforme su tutto il territorio nazionale e la loro ulteriore implementazione
  • ad adottare iniziative di competenza volte a garantire ulteriori risorse al Fondo sanitario nazionale al fine di garantire l’attuazione del Piano nazionale della prevenzione 2020-2025
  • ad assumere le iniziative di competenza per l’attuazione definitiva del Fascicolo sanitario elettronico anche come elemento di verifica dei Livelli essenziali di assistenza