Il rapporto tra italiani e salute si rivela un po’ contraddittorio, secondo alcune ricerche svolte sull’argomento dalla società specializzata Doxa Pharma: emerge infatti uno scarto tra l’attenzione dichiarata dagli italiani verso il proprio benessere e i reali comportamenti adottati per mantenerlo.

Indagini sul rapporto tra italiani e salute fanno emergere una contraddizione importante: molti si dichiarano attenti al proprio benessere, ma non si comportano coerentemente per raggiungerlo e conservarlo. A cominciare dall’alimentazione.

Secondo l’istituto di ricerche, infatti, il 70% degli italiani mostra un crescente interesse per il benessere personale e molta attenzione verso i comportamenti sani e salutari.

Risulta inoltre che per gli italiani la percezione del livello di “buona/ottima salute” (fondata su 5 valori: fitness, peso, umore, stress e abitudini quotidiane) riguarda l’84% degli intervistati, mentre solamente un 14% dichiara di sentirsi in “cattiva/pessima salute”.

Si tratta di percentuali più “ottimistiche” rispetto a quelle di alcuni Paesi vicini e confrontabili con il nostro: in Francia questi valori raggiungono rispettivamente le percentuali del 79% e del 21%, mentre in Germania la “buona salute” scende al 68%, con un 32% che invece accusa “cattiva/pessima salute”.

Solamente il 21% degli italiani presta attenzione ai valori nutrizionali degli alimenti che consuma.

Poi però si constata che soltanto il 21% controlla e tiene conto dei valori nutrizionali degli alimenti che consuma. Una negligenza non da poco, se si considera che la buona salute si costruisce e si difende anzitutto a tavola.

Tra le ragioni di questa contraddizione nella relazione fra italiani e salute, vi è certamente una informazione inadeguata, a causa della quale molti credono di stare attenti alla propria salute, ma in realtà non sanno bene quali siano i comportamenti corretti da seguire.

L’importanza dell’informazione e il ruolo del farmacista

In questo ambito, quello dell’informazione e dell’educazione alla salute, la farmacia, che è costantemente in contatto con i cittadini, può interpretare un ruolo importante. Anche secondo le rilevazioni di Doxa Pharma, infatti, contnua a contare su un elevato grado di fiducia da parte della popolazione.

Le ultime ricerche ci dicono appunto che il 63% degli italiani sceglie una farmacia proprio in base alla capacità di consiglio e di consulenza; che per il 40% degli intervistati la relazione migliore è di tipo continuativo, anche prima e dopo l’ingresso in farmacia; che il 15% trova qui personale con competenze differenziate e il 9% ha nella sua farmacia occasioni d’incontro con un nutrizionista (inoltre, lo gradirebbe il 30%).

Di conseguenza, il 32% degli italiani dà un voto tra 8 e 10 alla frase: “Preferisco recarmi in farmacia per chiedere/avere un consiglio”. Il farmacista in farmacia, quindi, diventa un potenziale ponte per diffondere una cultura del benessere nella popolazione.

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