L’Aula della Camera ha avviato la discussione di due mozioni sulla prevenzione e la cura del tumore al seno, la forma di cancro più diagnosticata nella popolazione italiana.

Alla Camera dei deputati mozioni di diverse forze politiche pongono al centro dell’attenzione il tema della prevenzione e cura del tumore al seno.

La prima mozione, presentata da Fratelli d’Italia e Forza Italia, è stata presentata dalla prima firmataria Catia Polidori (FI-Ppe), la quale ha affermato che la prevenzione dei tumori della mammella deve diventare prioritaria nell’agenda politica sanitaria, per contenere l’insorgere della malattia e ridurre il tasso di mortalità, e dev’essere incentivata come prevenzione sia primaria sia secondaria.

Assumono rilevanza, in tal senso, anche le campagne di sensibilizzazione per modificare abitudini di vita errate e iniziative per promuovere una corretta educazione alimentare, che possono avere ricadute positive per la prevenzione dei tumori e per la salute in generale, con risultati di portata superiore a quelli ipotizzabili esclusivamente con interventi medicalizzati costosi e con conseguenze a lunga distanza ancora non ben valutabili. Intervenire sugli stili di vita, però, non basta ed è fondamentale sostenere e promuovere gli screening di senologia diagnostica.

Le richieste rivolte al Governo

La mozione invita il Governo, tra l’altro:

  • a incentivare la diffusione e l’accesso a test diagnostici molecolari, al fine di permettere l’accesso a terapie target personalizzate, utilizzando in modo appropriato le risorse del Ssn, distribuendole omogeneamente sul territorio nazionale
  • a implementare campagne mirate a migliorare l’adesione ai programmi di screeningmammario già esistenti, al fine di ridurre le differenze regionali e migliorare l’aderenza delle terapie adiuvanti per ridurre i rischi di recidiva e/o metastasi e, di conseguenza, il tasso di mortalità per questo tipo di tumore
  • ad avviare, di concerto con il Ministero dell’Istruzione e del merito, progetti di informazione e sensibilizzazione nelle scuole, finalizzati a educare le ragazze all’adozione di stili di vita salutari e all’importanza della prevenzione anche attraverso la pratica dell’auto-esame.

La seconda mozione, presentata dal Pd, prima firmataria Michela Di Biase, è stata illustrata da Maria Stefania Marino, che ha fatto presente che tra i primi impegni chiesti al Governo c’è quello di rivedere i limiti di accesso agli screening gratuiti, estendendoli su tutto il territorio nazionale, tra i 45 e i 74 anni.

Inoltre, si chiede al Governo di fare un passo in avanti, scegliendo di superare gli attuali e spesso dispersi avvisi postali verso un sistema digitalizzato con un sms, l’utilizzo del fascicolo elettronico o un’altra tecnologia che garantisca di raggiungere il maggior numero di soggetti possibile.

Sostegno e assistenza alle donne

Si chiede poi al Governo di introdurre un’azione di sostegno e assistenza per le donne affette da tumore al seno. Dal punto di vista assistenziale, l’approccio più appropriato si è dimostrato essere quello delle Breast unit, unità multidisciplinari specializzate nella prevenzione, diagnosi e trattamento medico-chirurgico della patologia senologica, che consentono una pianificazione ottimale delle opzioni terapeutiche disponibili al fine di raggiungere i migliori risultati possibili.

Ancora, si chiede al Governo di definire percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali per le pazienti metastatiche con carcinoma mammario, come, peraltro, previsto tra gli obiettivi del recente Piano oncologico nazionale, attraverso linee guida nazionali da trasmettere a tutte le Regioni italiane. Insieme a questo, serve monitorare e aggiornare gli indicatori dei piani terapeutici per i centri di senologia. (PB)

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