Nel Ddl Bilancio, presentato al Senato dal Governo, ci sono molte norme che riguardano la sanità e la farmacia: Federfarma le ha riassunte e commentate con la Circolare 502/2023, reperibile sul sito, nell’area riservata, a cui si rimanda per approfondire i contenuti. Qui ne forniamo una parziale sintesi (si veda anche sul nostro sito qui).

Rifinanziamento del Ssn

Il Fondo sanitario nazionale è incrementato di 3.000 milioni di euro per l’anno 2024, di 4.000 milioni di euro per l’anno 2025 e di 4.200 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026, rispetto al finanziamento precedentemente previsto.

Nuovi tetti della spesa farmaceutica

Il tetto di spesa farmaceutica per acquisti diretti (farmaci utilizzati in ospedale, in distribuzione diretta e per conto) viene rideterminato e portato all’8,5% del Fondo sanitario nazionale, mentre il tetto della spesa farmaceutica convenzionata viene portato dal 7% al 6,8%.

Federfarma sottolinea in proposito che la riduzione della quota percentuale attribuita alla spesa farmaceutica convenzionata viene di fatto assorbita dal progressivo incremento del Fondo sanitario nazionale, che determina automaticamente un aumento in valore assoluto dell’importo.

Distribuzione dei medicinali

l Ddl Bilancio ha recepito l’esigenza di una revisione dei canalii di distribuzione del farmaco e di favorire la dispensazione capillare dei medicinali a favore della collettività attraverso la rete delle farmacie di comunità, con la finalità di assicurare su tutto il territorio nazionale un’assistenza farmaceutica omogenea, accessibile e finanziariamente sostenibile.

Si prevede quindi che l’Aifa annualmente aggiorni il prontuario della continuità assistenziale ospedale-territorio (Pht) individuando l’elenco vincolante di medicinali che per le loro caratteristiche farmacologiche possono transitare dal regime di classificazione A-Pht  alla classe A e l’elenco vincolante dei medicinali del Pht non coperti da brevetto che possono essere assegnati alla distribuzione in regime convenzionale attraverso le  farmacie  aperte al pubblico.

Nuova remunerazione per le farmacie sui medicinali Ssn

 Dal 1° marzo 2024 il sistema di remunerazione delle farmacie per il rimborso dei farmaci erogati in regime di Servizio sanitario nazionale sostituisce il 30,35% previsto dalla normativa vigente con una quota variabile e quote fisse, così determinate:

  1. una quota percentuale del 6% rapportata al prezzo al pubblico al netto dell’Iva per ogni confezione di farmaco
  2. una quota fissa pari a euro 0,55 per ogni confezione di farmaco con prezzo al pubblico non superiore a 4,00 euro
  3. una quota fissa pari a euro 1,66 per ogni confezione di farmaco con prezzo al pubblico compreso tra euro 4,01 e euro 11,00
  4. una quota fissa pari a euro 2,50 per ogni confezione di farmaco con prezzo al pubblico superiore a euro 11,00
  5. una quota fissa aggiuntiva pari a euro 0,100 per ogni confezione di farmaco appartenente alle liste di trasparenza, limitatamente all’anno 2024. Dal 1° gennaio 2025, è riconosciuta alle farmacie la quota fissa aggiuntiva pari a euro 0,115 per ogni confezione di farmaco appartenente alle liste di trasparenza.

Federfarma evidenzia che il nuovo sistema di remunerazione non incide in alcuna misura sul prezzo di vendita al pubblico dei medicinali, né sul margine del 3% riservato alla distribuzione intermedia, ma esclusivamente nei riguardi del calcolo del rimborso dei farmaci erogati in regime convenzionato per la quota di spettanza della farmacia.

Adottato un modello europeo

Il Ddl Bilancio porta dunque a compimento la sperimentazione della cosiddetta “remunerazione aggiuntiva”, che viene superata per rendere strutturale il consolidamento della farmacia italiana relativamente alle attività di dispensazione del farmaco Ssn.

Osserva Federfarma che “il criterio utilizzato per tale nuovo modello di remunerazione è quello del superamento della remunerazione a percentuale sul prezzo del farmaco, per adottare la soluzione prevalente nei Paesi dell’Unione Europea, fondata su un sistema misto a due quote, di cui una fissa e una variabile, e con essa sulla valorizzazione dell’atto professionale della dispensazione dei medicinali. Pertanto, la remunerazione per la farmacia non sarebbe più puramente proporzionale al prezzo del farmaco, ma assumerebbe un valore complessivamente pari al 75% in parte fissa e al 25% in parte variabile”.

Quote aggiuntive per le rurali

IL Ddl prevede inoltre quote aggiuntive a favore delle farmacie rurali e a basso fatturato Ssn, ubicate nei piccoli centri ove è preponderante la dispensazione di farmaci Ssn, Per il dettaglio si rinvia al testo integrale della Circolare 502.

L’adozione della nuova remunerazione comporterà anche, dal 1° marzo 2024, la cessazione dell’applicazione di una serie di sconti (si veda la Circolare 502).

L’impatto complessivo della nuova remunerazione sulle farmacie

Il nuovo modello di remunerazione, a partire dal 1° gennaio 2025 avrà sulle 19.960 farmacie italiane, un impatto economico complessivo pari a un incremento di euro 227.442.177,84, cui vanno detratti euro 150 milioni riferiti alla vigente remunerazione aggiuntiva, con un conseguente onere aggiuntivo per il Ssn pari a euro 77.442.177.