Secondo il rapporto dell’Osservatorio Nomisma 2023 sul “Sistema dei farmaci generici in Italia”, presentato ieri 16 novembre a Roma, la riduzione dei prezzi dei farmaci attraverso il meccanismo del rimborso al prezzo più basso sta strangolando la produzione dei farmaci equivalenti.

Il rapporto 2023 dell’Osservatorio Nomisma sui farmaci generici in Italia pone il problema del meccanismo del rimborso al prezzo più basso, che, così com’è oggi, mal si concilia con la sostenibilità industriale di molte imprese.

L’Osservatorio Nomisma sottolinea, infatti, la necessità di ricercare un nuovo equilibrio che contemperi anche la salvaguardia e il rafforzamento del sistema produttivo. Bisogna, infatti, arrestare l’emorragia causata dall’impennata dei costi, individuando una soglia critica di prezzo al di sotto della quale la sostenibilità industriale risulta compromessa.

A livello europeo, secondo i dati di “Medicines for Europe”, l’associazone dei produttori europei di equivalenti, nel 2021 i costi di trasporto sono cresciuti fino al 500%; quelli della materia prima tra il 50 e il 160%; il packaging tra il 20 e il 33% e i prezzi dell’energia sono lievitati dal +65% del gas al +30% dell’elettricità.

L’aumento costante della forbice tra incremento dei costi produttivi e riduzione dei prezzi di vendita rende così precaria la sopravvivenza di tanti produttori, tant’è vero che negli ultimi 10 anni sono scomparsi dal mercato europeo il 26% dei farmaci equivalenti, il 33% degli antibiotici e il 40% dei medicinali oncologici.

A questi problemi si aggiunga poi la riduzione della quota di produzione dei principi attivi in Europa, scesa dal 53% del 2000 all’attuale 25%, a fronte di un aumento di produzione di principi attivi farmaceutici da parte della Cina e dell’India, che rendono ormai precaria l’autonomia produttiva europea.

La conseguenza più evidente e tangibile di queste criticità -afferma l’Osservatorio Nomisma- è la carenza di medicinali, problema assai sentito in Italia, ma anche nel resto d’Europa.

La tabella pubblicata sotto dimostra, infatti, come dalle 1.672 specialità che nel 2018 registravano difficoltà d’approvvigionamento siamo saliti nel 2023 a ben 3.512 farmaci, con carenze evidenti nell’ambito soprattutto degli antibiotici e dei medicinali oncologici.

Farmaci con difficoltà di reperibilità in Italia

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Diventa allora indispensabile poter trovare meccanismi d’incentivo e sostegno economico, tali da poter mantenere in produzione i farmaci più consolidati e con meno fornitori, salvaguardando la biodiversità.

“Per assicurare continuità di cure a milioni di cittadini italiani per patologie croniche -commenta Enrique Hausermann, presidente di Egualia– è necessario scongiurare il rischio di carenze di farmaci divenuti non più industrialmente sostenibili. Vanno quindi trovate forme di bilanciamento per affrontare l’esplosione dei costi produttivi per i farmaci a più basso prezzo, che rischiano progressivamente di scomparire dal mercato”.

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