L’attività sportiva è un diritto costituzionale, come la tutela della salute: lo ha stabilito la legge costituzionale approvata dal Parlamento, che, dallo scorso settembre, ha inserito la norma nell’Articolo 33 della Carta: “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”.

Con la legge costituzionale dello scorso settembre, l’attività sportiva è diventata un diritto fondamentale, costituzionalmente garantito, al pari di quello alla salute.

Secondo il magistrato Alfonso Marra, esperto in materia di sanità e giurisprudenza, si tratta di una “svolta storica nel nostro Paese, che riguarda non soltanto gli sportivi, ma tutti i cittadini di ogni età e condizione economico-sociale”.

A parere del magistrato, questo provvedimento potrà avere effetti molto concreti per gli italiani: “In buona sostanza -argomenta- oggi si può tranquillamente sostenere che esiste un “diritto di andare in palestra” in ragione degli indiscutibili effetti positivi che ogni sport esercita sulla salute non solamente per mantenere le buone performance fisiche, ma anche per la prevenzione del decadimento fisico e dei malanni”.

Pertanto -prosegue Marra- “d’ora innanzi esiste la possibilità di richiedere agli organi competenti di rimuovere gli ostacoli che limitano la realizzazione di un tale diritto in modo da assicurare la concreta possibilità di esercitarlo”.

Il magistrato precisa che saranno necessarie nuove leggi per regolare e garantire, nella pratica, la possibilità di accesso per ogni cittadino, anche non abbiente, ai centri sportivi.

“Nel caso, però, di inerzia prolungata del nostro legislatore -avverte Marra- il singolo potrebbe ricorrere al Tribunale civile competente per territorio per ottenere un provvedimento che, sul presupposto della “precettività” della nuova norma costituzionale, che è di immediata applicazione, imponga agli organi competenti l’onere economico per i relativi costi per l’accesso alla palestra nonché di eventuali prodotti farmaceutici, ivi compresi gli integratori, e di dispositivi medici”.

Un più ampio commento sul tema lo potrete leggere sul numero 10/2023 del mensile “Farma Mese”, di prossima pubblicazione.