Tutte le rappresentanze della farmacia italiana hanno elaborato insieme un documento congiunto sulla revisione dei canali distributivi del farmaco, che intende esporre alle istituzioni il punto di vista dei farmacisti sulla necessità d un riequilibro e di una razionalizzazione delle modalità di distribuzione dei medicinali.

Sifo, Fofi, Federfarma e Assofarm hanno elaborato un importante documento congiunto sulla revisione dei canali distributivi del farmaco per comunicare alle istituzioni il punto di vista dei farmacisti sul tema.

Il documento -firmato da Sifo, Fofi, Federfarma e Assofarm– ha visto la sua presentazione ufficiale al congresso della Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie, in ottobre a Roma, e ora è disponibile sul sito della Sifo qui.

“Necessaria una revisione per garantire un’assistenza farmaceutica omogenea e sostenibile per il Ssn”.

Le associazioni firmatarie partono dalla premessa che sia ormai necessaria una revisione, condivisa dall’intera filiera, dei canali di distribuzione dei farmaci, al fne di assicurare “un’assistenza farmaceutica omogenea e sostenibile per il Ssn, orientata alla qualità, alla sicurezza e facilità di accesso alle cure presso l’intensività ospedaliera e all’interno di una nuova assistenza di prossimità sempre più capillare sul territorio mediante le farmacie di comunità”.

Gli interlocutori dei farmacisti su questo punto sono dunque la politica, la Conferenza Stato-Regioni, l’Agenzia italiana del farmaco, a cui si presentano i criteri, condivisi dal mondo della farmacia, da applicare per poter determinare:

  • le categorie di farmaci che verranno dispensati dai servizi farmaceutici ospedalieri e territoriali pubblici mediante la distribuzione diretta
  • le categorie di farmaci che dalla distribuzione diretta possono essere trasferite nella distribuzione per conto, la cui dispensazione avviene per conto delle Regioni per il tramite delle farmacie di comunità
  • la valutazione del percorso istruttorio necessario per il trasferimento dei farmaci dalla Dpc alla convenzionata

Il documento analizza dunque, punto per punto:

  • la tipologia dei farmaci assegnati alla distribuzione diretta e i criteri che stabiliscono quando e perché non possono essere trasferiti alla Dpc
  • la tipologia dei medicinali in distribuzione per conto, i criteri per consentire la trasferibilitò dalla diretta alla Dpc e l’impatto economico del passaggio
  • i criteri di trasferibilità dei farmaci dalla Dpc alla convenzionata, sottolineando peraltro che su questo punto “è prima necessario dare applicazione alla normativa di modifica della remunerazione delle farmacie, secondo quanto previsto dall’art. 15, comma 2, della Legge 135/2012”.

Gli obiettivi della riforma

Obiettivo della discussione a cui il documento invita le istituzioni è arrivare a una revisione della distribuzione che assicuri:

  • Omogeneità di accesso e dei costi: per garantire che gli stessi farmaci vengano distribuiti con i medesimi canali distributivi su tutto il territorio nazionale e con stessa fee (onorario per pezzo) in ogni Regione
  • Equità delle cure: per assicurare un equo accesso a un’assistenza inserita nei Lea
  • Sostenibilità del Ssn: senza determinare un aggravio di spesa e rispettando i tetti programmati e l’equilibrio economico
  • Identica classificazione, tipologia, complessità e sicurezza delle terapie

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