Lo scorso 17 novembre la Fip, Federazione internazionale dei farmacisti, ha pubblicato un Report sui servizi di Point of care testing (Poct) in farmacia.

Secondo un rapporto della Fip, la farmacia è un luogo ideale come “point of care testing”, per l’esecuzione di controlli di assistenza primaria, come pressione, glicemia, colesterolo e così via.

I Poct comprendono un’ampia gamma di test che vengono eseguiti per identificare, diagnosticare, valutare o monitorare indicatori di condizioni di salute o funzioni corporee, utilizzati nelle malattie non trasmissibili (per esempio, pressione sanguigna, livelli di colesterolo nel sangue, livelli di ossigeno, glicemia eccetera), malattie infettive (comprese le infezioni a trasmissione sessuale, il virus dell’immunodeficienza umana, l’epatite C, influenza eccetera) e gravidanza. Alcuni di questi test consentono di diagnosticare precocemente un’infezione, facilitando in tal modo l’accesso tempestivo alle cure e l’inizio del trattamento.

Grazie all’accessibilità e all’esperienza del personale sanitario, le farmacie territoriali sono luoghi ideali per l’erogazione di servizi di assistenza sanitaria primaria, tra cui appunto i Poct.

I Poct eseguiti nelle farmacie contribuiscono ad aumentare la consapevolezza dei pazienti sull’importanza di questi test per la diagnosi precoce delle malattie, per migliorare la sicurezza dei farmaci e informare sull’uso responsabile dei medicinali. Questi test sono uno strumento prezioso per il triage dei pazienti e per l’identificazione di quelli che potrebbero aver bisogno di ulteriori cure mediche. Inoltre, consentono di ampliare il ruolo dei farmacisti come professionisti del settore sanitario, poiché informano sull’inizio, l’aggiustamento o la sospensione di alcuni farmaci, e forniscono informazioni e consigli sulla salute. Ciò offre ai farmacisti l’opportunità di essere più direttamente coinvolti con i pazienti sia in termini di monitoraggio sa di gestione delle loro cure.

Il Report Fip fornisce una panoramica completa del ruolo chiave dei farmacisti nei Poct e di come ciò contribuisca alla tempestiva assistenza dei propri pazienti nonché all’efficienza complessiva dei sistemi sanitari.

Il rapporto si basa sull’analisi della letteratura esistente in materia, su una raccolta di 11 casi di studio e dati provenienti da 22 Paesi, materiale successivamente rielaborato da esperti selezionati tra i membri della Federazione internazionale dei farmacisti.

I Poct danno risultati positivi sia dal punto di vista sanitario sia da quello economico.

I risultati finali sono di chiara evidenza. I Point of care testing sono fortemente correlati a risultati sanitari positivi, a risparmi economici, all’aumento dell’efficienza dei sistemi sanitari e alla riduzione di altri costi sanitari pubblici.

Ma per essere ancora più efficaci vi sono ancora alcune barriere da superare: la mancanza di rimborsi adeguati; la stratificazione delle normative nazionali e locali; vari ostacoli di natura burocratico-amministrativa.

Infine, i dati dimostrano come la promozione di un’etica collaborativa tra farmacisti e altri professionisti dell’assistenza sanitaria primaria sia fondamentale affinché il ruolo dei farmacisti possa essere correttamente dispiegato.

Sinclair, presidente della Fip: “I test in farmacia possono essere una componente importante per ogni Paese e contesto economico per raggiungere l’obiettivo della copertura sanitaria universale”.

“Con almeno 400 milioni di persone in tutto il mondo che non hanno accesso ai servizi sanitari essenziali, e 100 milioni di persone che ogni anno si trovano in una situazione di svantaggio perché devono pagare di tasca propria l’assistenza sanitaria, i test in farmacia possono essere una componente importante per ogni Paese e contesto economico per raggiungere l’obiettivo della copertura sanitaria universale, della promozione attiva della salute, per mantenere il mondo sicuro e servire le persone vulnerabili”, secondo le parole di Paul Sinclair, presidente della Fip. (EP)