La Commissione Europea ha inviato una richiesta di informazioni al rivenditore cinese online AliExpress, ovvero il sito di commercio on line di proprietà di Alibaba, chiedendogli di spiegare come stia affrontando il problema dei farmaci e dei prodotti farmaceutici contraffatti eventualmente presenti sulla sua piattaforma.

La Ue chiede informazioni ad Alibaba in materia di tutela dei consumatori contro il rischio di acquisto di farmaci e prodotti farmaceutici contraffatti.

Si tratta di un passo preliminare prima di un’indagine ufficiale ai sensi della legge sui servizi digitali Digital Services Act (Dsa) dell’Unione Europea, che prende in esame i contenuti e i prodotti illegali online. L’esecutivo dell’Ue ha chiesto al gigante del marketplace di illustrare le misure adottate per ottemperare agli obblighi relativi alla valutazione dei rischi e alle misure di mitigazione per proteggere i consumatori, in particolare per quanto riguarda la diffusione di prodotti illegali online come i farmaci falsi.

La legge sui servizi digitali “non riguarda solo i discorsi di odio, la disinformazione e il cyberbullismo. Serve anche a garantire la rimozione dei prodotti illegali o non sicuri venduti nell’Ue attraverso le piattaforme di e-commerce, compreso il crescente numero di farmaci e prodotti farmaceutici falsi e potenzialmente pericolosi per la vita venduti online“, ha dichiarato lo scorso 6 novembre in un comunicato stampa il commissario per il Mercato interno dell’Ue Thierry Breton.

Le regole che le grandi piattaforme on line devono rispettare

A seguito della sua designazione da parte della Commissione, il 25 aprile scorso, come “piattaforma online di grandi dimensioni – Vlop” (oltre 45 milioni di utenti nell’Ue) e ai sensi delle nuove norme, AliExpress è tenuta a rispettare l’intera serie di disposizioni introdotte dalla Dsa, tra cui la valutazione e la mitigazione dei rischi legati alla diffusione di contenuti illegali e dannosi e gli eventuali effetti negativi sull’esercizio dei diritti fondamentali. In caso di inottemperanza, rischia una multa fino al 6% del suo fatturato globale.

Gli obblighi imposti vanno dall’avere termini e condizioni di facile utilizzo, all’essere trasparenti per quanto riguarda la pubblicità e i contenuti in considerazione delle loro dimensioni e del potenziale impatto che possono avere sulla società. Ciò significa che devono identificare, analizzare e valutare i rischi sistemici legati ai loro servizi soprattutto quelli legati a contenuti illegali e a diritti fondamentali, come la libertà di espressione, la discriminazione, la protezione dei consumatori, la sicurezza pubblica e la salute pubblica. Una volta identificati e segnalati i rischi alla Commissione per la supervisione, le grandi piattaforme sono tenute a mettere in atto misure adeguate a mitigarli.

AliExpress dovrà fornire alla Commissione le informazioni richieste riguardo ad Alibaba e, sulla base della valutazione di tali risposte, la Commissione valuterà i passi successivi da intraprendere che potrebbero anche portare all’apertura formale di un procedimento. La Commissione può altresì imporre ammende per informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti in risposta a una richiesta di informazioni. Anche la mancata risposta entro i termini previsti può comportare l’imposizione di penalità. (EP)

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