Secondo una recente ricerca di Deloitte, sono molti gli italiani che confidano nell’applicazione dell’A.I. nel campo della salute per ottenere migliore cura e assistenza. È questo il settore in cui ritengono più promettenti le prospettive dell’intelligenza artificiale, la cui presenza nelle nostre vite va rapidamente espandendosi.

Una ricerca di Deloitte mostra che il 38% degli italiani ha fiducia nell’applicazione della A.I. nell’ambito medico-sanitario.

L’indagine di Deloitte sulla A.I. (presentata a Roma il 30 novembre , durante l’Innovation Summit) rileva che i cittadini interpellati considerano prioritario l’ambito medico come terreno di impiego dell’intelligenza artificiale. Lo dice il 38% degli intervistati.

Più in particolare, chi crede nell’utilità delle nuove tecnologie per la tutela della salute indica così gli ambiti di applicazione che considera più interessanti:

  • monitoraggio dello stato di salute e rilevamento di segnali e sintomi da controllare: 57%
  • ricerca farmaceutica e sanitaria: 52%
  • più agevole accesso ai servizi di prevenzione e assistenza sanitaria personalizzata: 47%
  • contributo utile alle diagnosi tramite l’analisi di dati: 41%

Dopo la sanità, gli intervistati citano altri potenziali utilizzi positivi dei sistemi di I.A: nei servizi pubblici e nell’interazione con la pubblica amministrazione e la burocrazia (31%), nel settore “telecomunicazioni, media e intrattenimento” (30%).

Ma il 42% esprime preoccupazione per i possibili rischi

Questi interessanti dati dell’inchiesta vanno d’altronde bilanciati con altri, quelli che riguardano in generale la conoscenza e la fiducia degli italiani in materia.

Gli intervistati sono in effetti divisi in gruppi. Sulla base delle risposte raccolte, Deloitte indvidua quattro categorie:

  • i grandi conoscitori (17%), che affermano di conoscere bene le applicazioni e i prodotti A.I. e la tecnologia su cui si basano
  • i grandi utilizzatori (19%), quelli che usano spesso prodotti e servizi A.I. nella vita quotidiana e sono interessati ai futuri sviluppi del settore
  • i non utilizzatori (22%), che dichiarano uno scarso uso e interesse
  • i preoccupati (42%), che esprimono dubbi e timori per i futuri rischi connessi allo sviluppo di questa tecnologia