Come sottolinea “Il Sole 24 Ore”, la spesa sanitaria dei cittadini ha battuto un record, andando oltre i 40 miliardi di euro in un anno (40, 26 nel 2023, secondo i dati del rapporto della Ragioneria generale dello Stato). Significa che, sulla spesa sanitaria totale (170 miliardi), gli italiani pagano di tasca propria un euro su quattro.

La spesa sanitaria dei cittadini è salita a oltre 40 miliardi di euro nel 2023 sui 170 di spesa complessiva: un record che mette in evidenza le difficoltà del nostro Servizio sanitario nazionale.

Non è una buona notizia per la salute del nostro Servizio sanitario nazionale universalistico, che, pur spendendo oltre 130 miliardi di euro, fa sempre più fatica a coprire tutte le cure e l’assistenza necessarie, che dovrebbe garantire in base alla legge del 1978.

Come facevano notare alcuni relatori del recente convegno promosso da Motore Sanità in dicembre, il finanziamento del Fondo sanitario nazionale (che per il 2024 è di 134 miliardi), pur essendo aumentato, non è a livelli adeguati: continua infatti a essere sotto la meda dei Paesi dell’Ocse.

Da qui scaturisce il fenomeno del ricorso crescente alla sanità privata, con un esborso da parte dei cittadini pari al 25% della spesa complessiva per la sanità: aumentano dunque le persone che decidono di pagarsi le cure per superare le lunghe liste di attesa del sistema pubblico e ottenere prestazioni ritenute, a ragione o a torto, migliori. Il 46% d questa spesa riguarda visite specialistiche e interventi.

Ma c’è anche un altro aspetto allarmante, ricordato da Marzio Bartoloni sul “Sole 24 Ore”: secondo l’Istat, quattro milioni di italiani rinunciano a curarsi, scoraggiati dalle attese per esami, visite specialistiche e interventi, o non in condizione di pagarsi la sanità privata. Le ragioni economiche di questa rinuncia alle cure riguardano circa due milioni di persone, e di queste sono oltre 420mila quelle in stato di effettiva “povertà sanitaria”, un fenomeno purtroppo in crescita, come segnalato dall’ultimo rapporto del Banco Farmaceutico (vedi sul nostro sito qui).