Su uno dei prossimi numeri del mensile “Farma Mese” il magistrato Alfonso Marra, esperto in materia di sanità e legge, affronta il tema delle carenze dei farmaci e in particolare dell’ipotesi di una mancanza di un medicinale salvavita in farmacia: che responsabilità ha il farmacista in questo caso? Qui anticipiamo l’opinione del magistrato sull’argomento.

Qual è la responsabilità del farmacista se in farmacia manca un medicinale salvavita? L’opinione del magistrato Alfonso Marra.

Marra osserva che le cause delle frequenti carenze di farmaci sono molteplici e vanno dall’uso sproporzionato effettuato durante il Covid all’accaparramento dei prodotti da parte di alcuni pazienti alle mancate forniture, nei tempi convenuti, per ragioni di politica commerciale, dei prodotti richiesti dal mercato.

Tali condotte commerciali -argomenta il magistrato- seppure non corrette dal punto di vista etico, non comportano alcuna responsabilità né per i farmacisti e neppure per le case farmaceutiche che li commercializzano. Questo in generale, ma la situazione è ben diversa, se le carenze riguardino i farmaci salvavita, che devono essere invece sempre disponibili per i pazienti e che quindi il farmacista è per legge obbligato a tenere nei propri scaffali.

Se un farmaco salvavita manca, può essere attribuita una responsabilità al farmacista? Secondo Marra, soltanto “ove la loro mancanza negli scaffali sia colpevolmente addebitabile al farmacista titolare per non avere effettuato con la dovuta urgenza la richiesta di spedizione degli stessi, causando il decesso del paziente che ne aveva urgente bisogno”.

“Ovviamente -aggiunge il magistrato- una situazione del genere è più facile che si verifichi nei piccoli centri, dove operi una sola farmacia. Nei centri più grandi, ove ci sono più esercizi, una responsabilità sarebbe configurabile solo ed esclusivamente se tale carenza riguardi la farmacia di turno notturno e festivo. Per concludere, ove tali carenze dipendano dalla inerzia delle case farmaceutiche che non consegnano, nulla può essere addebitato al farmacista”.