Anche Federfarma ha sottoscritto il Manifesto “Uniti contro l’Alzheimer”, promosso dall’Intergruppo parlamentare per le neuroscienze e l’Alzheimer, presieduto da Annarita Patriarca e Beatrice Lorenzin: si tratta di un’alleanza per un impegno comune contro una patologia importante e sempre più diffusa, che vuole coinvolgere tutti i soggetti che possono dare un contributo alla causa (istituzioni, strutture e organizzazioni sanitarie, università, categorie professionali, associazioni di volontariato e via dicendo).

Con la firma del segretario nazionale Roberto Tobia, anche Federfarma aderisce al Manifesto “Uniti contro l’Alzheimer”, promosso dall’Intergruppo parlamentare per le neuroscienze e l’Alzheimer.

Il Manifesto (sottoscritto per Federfarma dal segretario Roberto Tobia) parte dalla constatazione che ormai -e non da ieri- l’Alzheimer costituisce una emergenza sociale, che in Italia riguarda oggi circa 700.000 persone, cifra a cui vanno aggiunte le altre forme di demenza che portano il totale a quota 1.200.000 casi. Se si considerano, oltre ai pazienti, anche gli altri soggetti coinvolti da questa patologia, cioè familiari e caregiver, si arriva a 3 milioni di persone che devono fronteggiare quotidianamente la gestione della malattia.

E purtoppo le proiezioni indicano un tendenziale continuo aumento per il prossimo futuro: si prevede che entro il 2050 in Europa saranno 18,8 milioni le persone con Alzheimer.

Oggi il Servizio sanitario nazionale italiano riesce a contrastare la patologia in maniera efficace? Non abbastanza e bisogna fare molto di più. Si pensi, per esempio, che il costo per la cura e l’assistenza alle persone con Alzheimer (23 miliardi di euro) è per il 67% a carico delle famiglie, che spesso si sentono sole di fronte ai loro problemi.

Le priorità nella lotta all’Alzheimer

Per questo è necessario quell’impegno comune di tutti i soggetti coinvolti a cui punta il Manifesto “Uniti contro l’Alzheimer”, con un programma da affrontare nella legislatura in corso. Vediamo in sintesi alcune priorità indicate dal documento (che aprono anche spazio al contributo delle farmacie, con la loro presenza capillare sul territorio e la loro vicinanza concreta ai pazienti e a chi li assiste).

  • Aggiornare i percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali in tutte le Regioni
  • Potenziare gli strumenti diagnostici e le infrastrutture dei centri, ampliando la rete di cura
  • Aumentare il personale sul territorio
  • Favorire il dialogo tra le infrastutture e gli operatori che si occupano di gestione dell’Alzheimer
  • Garantire diagnosi e trattamenti precoci
  • Rifinanziare il Fondo Alzheimer (come previsto dalla Legge di Bilancio)
  • Aggiornare il Piano Nazionale Demenze e il Piano Nazionale Prevenzione
  • Assicurare l’accesso tempestivo e omogeneo su tutto il territorio alle cure migliori (sono in arrivo nuove terapie avanzate che devono essere rese disponibili a tutti)
  • Riconoscere il ruolo del caregiver familiare
  • Rafforzare l’assistenza domiciliare ai pazienti