Come recentemente riportato da Chemist & Druggist, il sottosegretario alla Sanità Andrea Leadsom ha dichiarato che “oltre il 90% delle farmacie territoriali inglesi ha già firmato per fornire il servizio Pharmacy First” a partire dal mese di febbraio.

Il servizio “Pharmacy First” consentirà alle farmacie di trattare sette patologie comuni senza la necessità di un appuntamento dal medico di famiglia o di una prescrizione.

Il nuovo servizio comprenderà 7 nuovi percorsi clinici e può essere consultato sul sito web del Nhs England. Questi consentiranno ai farmacisti di offrire consigli ai pazienti, fornire farmaci del servizio sanitario nazionale laddove clinicamente appropriato (compresi alcuni farmaci con obbligo di prescrizione oltre a quelli da automedicazione), per il trattamento di sette condizioni di salute comuni: sinusite, mal di gola, mal d’orecchio, punture di insetti infette, impetigine, herpes zoster e infezioni del tratto urinario femminile prive di complicanze.

La remunerazione del servizio

Alle farmacie che avranno aderito al servizio prima del 31 gennaio verrà corrisposto un contributo fisso di avviamento di 2.000 sterline in riconoscimento del fatto che i titolari devono garantire che i farmacisti che forniscono il servizio siano clinicamente competenti e abbiano completato la necessaria formazione. Tale somma sarà recuperata dal Nhs nel caso in cui una farmacia non riuscisse a garantire almeno cinque consultazioni cliniche entro il prossimo 31 marzo.

Per tutte le farmacie che forniranno il servizio è previsto un pagamento fisso mensile di 1.000 sterline e 15 sterline a consultazione.

Secondo il presidente della National Pharmacy Association (Npa) Nick Kaye, ciò che spingerà le farmacie ad aderire al servizio sono i problemi finanziari del settore. Secondo Kaye, infatti, i fondi destinati al Pharmacy First potrebbero essere utilizzati per “compensare” gli scarsi finanziamenti generali per il settore. “La mia preoccupazione è che quel denaro [per Pharmacy First] possa essere risucchiato nel buco nero generale del finanziamento di base che sta scomparendo, laddove dovrebbe invece riguardare il rafforzamento del servizio farmaceutico“, ha affermato.

Al momento, però, è il tempo di vincere tale sfida e per tale motivo nel mese di gennaio i farmacisti inglesi hanno intensificato i preparativi per il nuovo servizio.

L’accesso ai registri medici

A fine novembre il Nhs aveva chiarito come le farmacie potranno aver accesso alla piattaforma di cartelle cliniche GP connect solo se offriranno i servizi Pharmacy First, e quelli per la contraccezione d’urgenza e il monitoraggio dell’ipertensione. L’accesso ai registri dei medici di base sarà quindi vincolato ai nuovi servizi.

Il direttore dei servizi Nhs, Alastair Buxton, ha dichiarato che “il Nhs e i fornitori di sistemi informatici stanno lavorando per sviluppare la funzionalità di scrittura“, in modo che i farmacisti possano aggiungere informazioni direttamente alle cartelle cliniche dei medici di base, ma, nel frattempo, si continuerà con l’attuale approccio di invio di informazioni agli studi medici a seguito dell’avvenuto consulto con il paziente. (EP)