L’analisi di Assosalute (Associazione nazionale farmaci di automedicazione) sull’andamento dei farmaci di automedicazione nel 2023 conferma la storica tendenza del settore verso una contrazione delle confezioni vendute accompagnata però da un aumento dei fatturati.

Secondo il rapporto di Assosalute 2023, i medicinali di automedicazione hanno subìto un calo in quantità del 2%, ma hanno visto una crescita del fatturato del 4,8%.

Sulla base de dati di Iqvia analizzati da Assosalute, risulta che i farmaci di automedicazione nel 2023 hanno registrato un volume di confezioni vendute pari a poco più di 282 milioni di unità (-2%), mentre i fatturati sono arrivati a 3 miliardi di euro (+4,8%).

Lo scenario economico è quello di una normalizzazione dei risultati, dopo l’impennata del 2022, legata a una anomala diffusione di problematiche respiratorie, conseguenza del periodo Covid-19.

Assosalute osserva inoltre che la crescita dei fatturati è stata influenzata da diversi fattori: l’inflazione e, soprattutto, l’aumento dei costi logistici e delle materie prime.

I principali risultati del rapporto di Assosalute basato sui dati di Iqvia

  • I farmaci per i disturbi respiratori e gli analgesici rappresentano la prima e la seconda classe terapeutica del mercato di automedicazione: insieme costituiscono il 59,1% dei volumi.  Nle 2023 i primi hanno avuto un calo di quantità vendute del 2,4%, i secondi del 5,8%.
  • Gli Otc rappresentamo oltre il 77% dei farmaci senza obbligo di prescrizione, con un fatturato di 2,3 miliardi di euro e quasi 219 milioni di confezioni vendute.
  • I farmaci Otc hanno registrato un leggero calo in volumi (-1.1%) e un aumento dei fatturati (+5,4%)
  • I medicinali Sop hanno subìto una più marcata contrazione delle quantità vendute (-5.1%), ma hanno comunque ottenuto un incremento in valore (+2,7%).
  • La farmacia fisica ha una quota di mercato nettamente maggioritaria: 89,3% a volumi e 90,8% a valori (85,8% e 88,2%, se si includono le vendite on line).
  • L’e-commerce di medicinali senza obbligo di ricetta medica cresce, ma non sfonda: nel 2023 ha riguardato circa 11,6 milioni di confezioni (il 3,9% del totale), mentre i fatturati (89,6 milioni di euro) costituiscono il 2,9% del giro d’affari complessivo del settore.  
  • I fatturati derivanti dai soli acquisti on line di farmaci senza obbligo di prescrizione registrano un aumento del 15,2%, con un aumento dei volumi del 5,8%.

Gli ostacoli a una maggiore espansione del comparto

A giudizio di Assosalute, sul lungo periodo, “il settore risente strutturalmente della mancanza di leve di crescita”: dal 2008, i volumi subiscono una erosione media annua dell’1,7%, mentre i fatturati mostrano un aumento medio annuale limitato, +1,4%.

Tra gli ostacoli all’espansione del comparto si segnalano la concorrenza dei prodotti per la salute e il benessere che non sono farmaci e la mancanza dell’allargamento dell’offerta a nuove aree terapeutiche e a principi attivi.

Butti (presidente d Federchimica Assosalute): confermata la valenza terapeutica dei farmaci di automedicazione, ma necessaria una ridefinizione della governance per la salute, che tenga conto di un più maturo contesto culturale in tema di farmaci e cura.

Commenta infne il presidente di Assosalute Salvatore Butti: “Dopo i difficili anni della pandemia, i risultati 2023 evidenziano il ritorno alla normalità, per quanto anche il nostro settore risenta delle incertezze del contesto macroeconomico. Indubbiamente i farmaci di automedicazione confermano la loro importante valenza terapeutica per la cura di tutte quelle patologie non gravi, tra cui anche il Covid-19 nelle sue manifestazioni sintomatologiche lievi -che le persone hanno imparato a conoscere e a gestire anche grazie all’irrinunciabile consiglio del farmacista e del medico di famiglia”.

“È essenziale però -prosegue Butti- continuare a promuovere un uso responsabile e appropriato dei farmaci di automedicazione attraverso azioni di informazione ed educazione. In tale contesto è oggi più che mai urgente la definizione di una governance per la salute che tenga conto anche di un più maturo contesto culturale in tema di farmaci e cura a beneficio della salute individuale e della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”.