Il ministro della Salute Orazio Schillaci è intervenuto durante il question time al Senato per rispondere ad alcune interrogazioni su temi di propria competenza, in particolare sull’assistenza alle persone anziane non autosufficienti e sul piano pandemico ora all’esame della Conferenza Stato-Region.

Assistenza alle persone anziane e piano pandemico: il ministro Schillaci interviene al Senato per rispondere alle interrogazioni parlamentari.

Un primo argomento affrontato dal ministro, in risposta a una interrogazione di Marco Lombardo (Gruppo misto Azione-RE), è stato quello delle misure a sostegno degli anziani non autosufficienti.

Il ministro, a tale proposito, ha ricordato che il Consiglio dei ministri ha approvato, in via preliminare, uno schema di decreto legislativo predisposto in attuazione dei principi e criteri direttivi, di cui agli articoli 3, 4 e 5 della Legge 23 marzo 2023, n. 33, in materia di invecchiamento attivo, promozione dell’inclusione sociale, prevenzione della fragilità, assistenza sociale e sanitaria e sociosanitaria per le persone anziane non autosufficienti, politiche per la sostenibilità economica e la flessibilità dei servizi di cura e assistenza a queste persone. Il provvedimento, una volta acquisita l’intesa della Conferenza unificata, sarà trasmesso alle Camere per il prescritto parere (ricordiamo che tale provvedimento prevede un ruolo specifico per le farmacie sul fronte dell’assistenza e della valutazione delle fragilità dell’anziano).

Un miliardo di euro per le iniziative a favore degli anziani

Il decreto, tra le misure a sostegno della persona anziana, prevede interventi per prevenire la fragilità, promuovere la salute e l’invecchiamento attivo anche nei luoghi di lavoro, favorire l’inclusione sociale e la mobilità. Inoltre, al fine di consentire il mantenimento delle migliori condizioni di vita delle persone anziane presso il proprio domicilio, promuove l’impiego di strumenti di sanità preventiva e telemedicina. È prevista, altresì, la valorizzazione dei servizi di comunità che operano secondo logiche di rete e di sussidiarietà orizzontale. Laddove emergano fabbisogni di cure e assistenza è prevista la redazione di un progetto di assistenza individuale integrato che contiene gli obiettivi di cura, individua gli interventi secondo la durata e l’intensità del bisogno, le figure professionali coinvolte, il budget di cura assistenziale ed è sottoposto a monitoraggio periodico.

Per l’attuazione le diverse iniziative previste sono messe a disposizione risorse finanziarie pari a circa un miliardo di euro.

I contenuti della bozza di Piano pandemico

Schillaci, su sollecitazione della senatrice Elisa Pirro (M5S), è successivamente intervenuto in merito alla bozza di Piano pandemico, attualmente all’esame della Conferenza Stato-Regioni.

La bozza è stata predisposta da un gruppo di lavoro che ha incluso rappresentanti delle Regioni, dell’Istituto superiore di sanità, di Aifa, Agenas, Inail, Dipartimento per la protezione civile, Ispettorato generale della sanità militare, Centro nazionale antipandemico ed esperti designati. È frutto, quindi, di una lunga ed elaborata discussione, che ha portato a recepire gran parte delle integrazioni, osservazioni e modifiche che sono giunte da parte degli interlocutori. Il documento è ancora in fase di revisione, sia attraverso riunioni con il coordinamento tecnico della Commissione Salute delle Regioni, sia attraverso revisioni interne con i ministeri coinvolti, per adeguare il testo alle osservazioni pervenute. Contrariamente al Panflu, non si limita alla preparazione e alla risposta ad una pandemia da virus influenzale A e B, bensì alla preparazione e risposta a pandemie da eventuali patogeni a trasmissione respiratoria, sia virali sia batterici.

Schillaci: “Questo piano è un passo in avanti concreto e tangibile verso una gestione più responsabile e preparata alle emergenze sanitarie”.

Il documento rappresenta uno strumento di pianificazione per la fase interpandemica; uno strumento tecnico a supporto delle decisioni che potranno essere adottate ai diversi livelli amministrativi e legislativi e da diversi attori nelle fasi di allerta e risposta. “Voglio evidenziare -ha dichiarato il ministro- che è un piano per la gestione emergenziale di patogeni potenzialmente ignoti e che descrive ed elenca strumenti attualmente disponibili di sanità pubblica, che potranno essere applicati in maniera graduata, in rapporto all’entità e alla gravità dell’emergenza”.

La bozza del piano sottolinea l’importanza della collaborazione tra il Ministero della Salute, le autorità locali, le istituzioni sanitarie e le popolazioni per affrontare efficacemente una pandemia. Grande importanza viene data soprattutto alla comunicazione e all’informazione alla popolazione. Elemento cruciale è lo sforzo di sistematizzare e valorizzare le strutture di coordinamento, i sistemi di sorveglianza dei sistemi sanitari.

Il piano non si limita a prevedere eventuali scenari epidemiologici e misure di contenimento, ma per la prima volta delinea un potenziale di servizi indispensabili: dipartimenti di prevenzione, l’emergenza-urgenza, ricerca, rete dei laboratori oltre a un’integrazione tra ospedale e territorio.

È in corso una quantificazione economica relativa al dettaglio dei costi derivanti dall’implementazione degli interventi descritti, all’illustrazione dei criteri di calcolo per la determinazione dell’importo stimato. Si tratta di un piano che, per la prima volta, sarà veramente aggiornato, puntuale, e che si attiene scrupolosamente a criteri tecnico-scientifici e a direttive internazionali. “Questo -ha concluso Schillaci– è un passo in avanti concreto e tangibile verso una gestione più responsabile e preparata alle emergenze sanitarie. (PB)