Ha preso il via l’iniziativa “Antimicrobico-resistenza: è tempo di agire”, sviluppata da Fenagifar con la partnership scientifica dell’Università di Torino, la collaborazione di Federfarma nazionale, di Sistema Farmacia Italia (Sfi) e il patrocinio della Fofi, che ha come obiettivi una indagine sulle infezioni da Streptococco Gruppo A – Gas e l’informazione sull’uso corretto degli antibiotici (l’avevamo annunciata sul nostro sito qui). Avviato con il webinar formativo per i farmacisti del 31 gennaio, il porgetto si svolgerà in varie fasi sino al 30 aprile. 2024, con le farmacie protagoniste.

Screening sulle infezioni da streptococco e informazione sulla resistenza antimicrobica al centro del progetto “Antimicrobico-resistenza: è tempo di agire”, che vede le farmacie protagoniste. Un’iniziativa di Fenagifar e Università di Torino, in collaborazione con Federfarma e Sfi e con  il patrocinio di Fofi.

Ogni anno in Italia circa 15mila persone muoiono per cause riconducibili alle infezioni antimicrobico-resistenti e si stima che queste potrebbero diventare la prima causa di morte nel mondo entro il 2050. Dati allarmanti, che danno la misura di quanto sia urgente contrastare il fenomeno anzitutto con campagne mirate a promuovere presso i cittadini l’uso corretto e consapevole degli antibiotici.

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Al riguardo appare quanto mai opportuna e tempestiva l’iniziativa “Antimicrobico-resistenza: è tempo di agire”, un progetto che fa leva sul ruolo proattivo che la farmacia di comunità può assumere nel contrasto all’antimicrobico-resistenza (Amr), ponendosi un duplice obiettivo: indagare, tramite la somministrazione di uno specifico questionario, l’uso degli antibiotici e la conoscenza del fenomeno della Amr da parte dei cittadini; rilevare le infezioni da streptococco nei cittadini con sintomi riconducibili alla patologia e valutare l’utilità dell’esecuzione di tamponi come strumento di screening della popolazione.

Un report con i dati raccolti durante l’attuazione del progetto

Il progetto, avviato con un webinar di formazione focalizzato sullo “Streptococco Gruppo A (Gas)”, è ora nel vivo della fase operativa. I dati raccolti nel corso dello studio verranno elaborati in un report e saranno utili per documentare la rilevanza del contributo che le farmacie di comunità possono dare sull’antimicrobico-resistenza, un fenomeno di grande attualità a livello clinico, ma anche economico e sociale.

Pensiamo solo, per esempio, agli aspetti legati all’aderenza alla terapia. Quando l’antibiotico inizia a fare effetto, risolvendo i sintomi dell’infezione, molti pazienti interrompono arbitrariamente la terapia prescritta, ritenendo che non sia necessario portarla a termine in quanto ormai si sentono bene: di fatto, ignorano quanto sia importante attenersi alle indicazioni terapeutiche per ottenere la massima efficacia della cura. Questo comportamento, tanto errato quanto diffuso, contribuisce ad alimentare l’antimicrobico-resistenza e il farmacista in farmacia è il professionista sanitario che, in virtù della prossimità e del rapporto continuativo che instaura con il paziente, può aiutare a contrastarlo in maniera decisiva. Accompagnando la dispensazione del farmaco con le opportune spiegazioni, nella sua quotidiana attività di formatore/informatore finalizzata alla prevenzione e all’educazione sanitaria.

Silvia Martello