Cittadinanzattiva ha promosso, in collaborazione con Federfarma, “Feel Good”, un progetto di informazione e sensibilizzazione della popolazione sul tema dell’obesità, una condizione riconosciuta come patologica che riguarda in Italia l’11,5% degli adulti e un significativo 4.4% degli adolescenti, mentre il sovrappeso riguarda il 36,7% della popolazione. L’iniziativa coinvolge direttamente le farmacie, che, a partire da febbraio, si impegneranno in attività di educazione sanitaria nei confronti dei cittadini tramite un questionario per rilevare il grado di conoscenza e consapevolezza dei fattori di rischio dell’obesità.

Parte “Feel Good”, un progetto di Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma per sensibilizzare la popolazione sul tema dell’obesità, sempre più diffusa non soltanto tra gli adulti, ma anche tra gli adolescenti.

La campagna “Feel Good” è cominciata con il coinvolgimento degli studenti di cinque scuole superiori (Istituto di Istruzione Superiore “Tommaso D’Oria” di Ciriè -Torino; Istituto di Istruzione Superiore “Giovanni Sulpicio” di Veroli (Frosinone); Liceo Scientifico “Giuseppe Peano” di Roma; Liceo Ginnasio “Mario Cutelli e Carmelo Salanitro” di Catania; Istituto Professionale “Pietro Piazza” di Palermo), che ha permesso di formare centocinquanta studenti sulle tematiche del benessere fisico e psichico e dell’obesità nei suoi aspetti sanitari e psicologici. Così preparati, parteciperanno a iniziative di informazione verso tutti gli studenti delle loro scuole. In febbraio un percorso analogo sarà riservato a docenti e famiglie.

Le farmacie faranno informazione alla cittadinanza  proponendo il questionario sull’obesità nel mese di febbraio e in prossimità della Giornata mondiale contro l’obesità del 4 marzo.

Approfondisce il significato del progetto Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva: “L’obesità è una patologia dalle forti implicazioni sociali, oltre che impattante per i costi sanitari, individuali e collettivi. Con Feel Good vogliamo affrontare questo tema con un approccio multidimensionale: si tratta infatti non solo di promuovere, a cominciare dai più giovani, l’informazione e l’educazione ai corretti stili di vita, ma anche di favorire un atteggiamento che combatta pregiudizi, stereotipi, linguaggi e immagini inadatte che troppo spesso, nella vita quotidiana come sui social network, accompagnano chi è affetto da obesità o da forte sovrappeso, incidendo anche sul benessere mentale di queste persone. E, dobbiamo ricordarlo, l’obesità non è riconosciuta nei Lea e questo non favorisce i percorsi di cura per chi ne è affetto, perché centri ed équipe specializzate e integrate sono insufficienti come numero e presenti in maniera non uniforme sul territorio nazionale”.

Maggiori informazioni sul sito di Cittadinanzattiva qui.