Il problema della carenza dei medicinali ormai è diventato cronico in Europa e non ha ancora trovato un’effettiva soluzione: lo denuncia il Pgeu, il Raggruppamento dei farmacisti europei, che ha appena pubblicato il suo annuale Rapporto sulle carenze di farmaci 2023, basato su una inchiesta tra i farmacisti di comunità di 26 Stati membri.

Pubblicato il Rapporto del Pgeu 2023 sulla carenza dei medicinali: un problema diventato cronico in Europa, per il quale mancano ancora soluzioni effettive ed efficaci.

Nel 2023 -illustra il Rapporto- la situazione è peggiorata rispetto agli anni precedenti e riguarda farmaci molto importanti e di uso abituale, come antibiotici, cardiovascolari, per malattie respiratorie eccetera. Per esemplificare, nella sola Olanda si sono registrate nel 2023 oltre duemila (2292) situazioni di carenza, che coinvolgono circa cinque milioni di pazienti. Altri Stati -come la Svezia, il Portogallo e la Spagna- hanno visto un netto aumento degli stati di carenza dei medicinali. Solamente in tre Paesi -Cipro, Grecia e Macedonia del Nord- si segnala un miglioramento delle cose rispetto all’anno prima.

Le classi di farmaci che fanno registrare i maggiori tassi di indisponibilità sono tre:  medicinali di uso sistemico contro le infezioni, come gli antibiotici (84%), farmaci per il sistema nervoso (60%), cardiovascolari (56%).

Il presidente del Pgeu Aris Prins guarda con preoccupazione lo scenario dal punto di vista dei farmacisti: “Nonostante i farmacisti abbiano proseguito nel loro massimo sforzo per contribuire a trovare soluzioni al problema -dice- le carenze lasciano ancora molti pazienti senza le cure prescritte. Questa situazione genera frustrazione e difficoltà per i pazienti ed erode la loro fiducia nei farmacisti e nel sistema sanitario, causa stress anche nello staff della farmacia e impone un ulteriore peso amministrativo sul lavoro quotidiano della farmacia”.

Le farmacie e le carenze: problemi e possibili risposte

Secondo il Rapporto del Pgeu, nel 2023 ogni farmacia europea in media ha speso quasi dieci ore la settimana per gestire la carenza dei medicinali: questo tempo risulta triplicato nel corso dell’ultimo decennio, “tempo prezioso -è il commento- che potrebbe essere dedicato ad altri utili compiti come dare consigli ai pazienti sull’utilizzo sicuro e appropriato dei farmaci”.

Inoltre, sulle farmacie pesa anche di più il lavoro per fornire ai pazienti soluzioni al problema della mancanza di un farmaco per la attuale generale carenza di personale sanitario.

In particolare, le risposte dei farmacisti al questionario proposto dal Pgeu evidenziano che le carenze di medicinali hanno inciso negativamente sulla loro attività quotidiana in molti modi: soprattutto, causando perdite economiche per il tempo impiegato ad affrontare il problema (92%), aumento delle incombenze amministrative (81%), indebolimento della fiducia del paziente-cliente (77%), diminuzione del grado di soddisfazione sul lavoro dei collaboratori (73%).

Il Pgeu sottolinea che, se è vero che la questione interessa tutta l’Europa, esistono grandi differenze tra i Paesi in particolare a proposito delle opzioni che il farmacista ha a disposizione per trovare alternative in caso di farmaci prescritti al paziente, ma indisponibili: per esempio, la facoltà di sostituzione (auspicata dal 92% dei farmacisti) o le preparazioni in farmacia (50% di consensi tra i farmacisti). Secondo il rapporto, “i farmacisti dovrebbero avere garantita una maggiore flessibilità ed essere messi in condizione di sfruttare le loro competenze, conoscenze ed esperienze per assistere efficacemente i pazienti”.

Aris Prins (Pgeu): “Abbiamo bisogno di misure immediate”

Aggiunge Prins: “La riforma della legislazione farmaceutica della Ue è una opportunità unica per costruire una più resiliente catena delle forniture e rafforzare la prevenzione, il monitoraggio e la gestione delle carenze. Ma in ogni caso abbiamo bisogno di più misure immediate per affrontare questo problema cronico e invertire la tendenza negativa che i farmacisti denunciano da un decennio. Abbiamo urgenza di più tempestive notifiche delle carenze per una più rapida informazione ai farmacisti e una più equa redistribuzione dei medicinali tra i Paesi”. (SV)