Dal 17 febbraio è applicabile il nuovo Regolamento Ue sui servizi digitali (Dsa) che introduce diverse novità per chi gestisce marketplace o siti web intermediari, ma non per le farmacie che gestiscono senza intermediari i loro siti internet, che quindi potranno continuare a gestire le loro attività di e-commerce come hanno fatto sinora. Lo segnala Federfarma con la Circolare 66/2024, disponibile sul sito, nel’area riservata.

Il Regolamento Ue sui servizi digitali (Dsa), applicabile dal 17 febbraio, comporta numerose novità per coloro che gestiscono marketplace o siti web intermediari. Alle farmacie che gestiscono senza intermediari i loro siti internet non è invece richiesta alcuna modifica nella gestione delle loro attività di e-commerce.

Come spiega la circolare di Federfarma, con il Regolamento sui servizi digitali  2022/20265 la Ue “ha adottato un quadro giuridico moderno che, garantendo la sicurezza degli utenti online, mira a creare uno spazio digitale più sicuro in cui siano protetti i diritti fondamentali degli utenti e assicurate condizioni di parità per le imprese per promuovere l’innovazione, la crescita e la competitività, sia nel mercato unico europeo sia a livello globale”.

Per “servizi digitali” il Regolamento intende un’ampia categoria di servizi online, dai semplici siti web ai servizi di infrastruttura internet e alle piattaforme online. Scopo della normativa è contribuire al corretto funzionamento del mercato interno dei servizi intermediari “stabilendo norme armonizzate per un ambiente online sicuro, prevedibile e affidabile che faciliti l’innovazione e in cui i diritti fondamentali siano tutelati in modo effettivo”. Per questo fine sono concepite le regole che la Ue impone ai marketplace e ai siti web che effettuano servizi di intermediazione.

Perché per le farmacie non ci sono novità

Come osserva Federfarma, l’articolo 2 del provvedimento delinea l’ambito di applicazione della normativa europea, chiarendo che il Regolamento “non si applica ai servizi che non sono servizi intermediari, né alle prescrizioni imposte in relazione a tali servizi, indipendentemente dal fatto che i servizi siano prestati facendo ricorso a servizi intermediari”. Tale disposizione chiarisce, quindi, che la normativa  non si applica alle farmacie che, autonomamente, vendono prodotti, a esclusione dei farmaci a uso umano, attraverso il proprio sito web. La normativa non si applica neanche nel caso in cui la vendita online riguardi farmaci, poiché, come espressamente stabilito dalla Circolare ministeriale del 10 maggio 2016, non è consentita la vendita di medicinali online tramite marketplace ovvero siti web intermediari.