Il Governo ha presentato in Parlamento, per il previsto parere da parte delle commissioni parlamentari competenti, lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di politiche per gli anziani, in attuazione di quanto previsto dalla Legge delega n. 33 del 2023.

Il decreto sulle politiche per gli anziani, all’esame del Parlamento, prevede l’impiego più ampio di strumenti di sanità preventiva e di telemedicina presso il domicilio dell’anziano e l’implementazione di servizi di comunità, coinvolgimento delle farmacie secondo logiche di rete e di sussidiarietà. Protagoniste anche le farmacie.

Il provvedimento contiene una serie di riferimenti al ruolo delle farmacie a supporto delle persone anziane, in linea con quanto previsto nella Legge delega. Nelle premesse è citato, tra le norme di riferimento, il Decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153, recante “Individuazione di nuovi servizi erogati dalle farmacie nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, nonché disposizioni in materia di indennità di residenza per i titolari di farmacie rurali, a norma dell’articolo 11 della Legge 18 giugno 2009, n. 69”.

L’articolo 9 dello schema di decreto, recante “Misure per la promozione di strumenti di sanità preventiva e di telemedicina presso il domicilio delle persone anziane”, stabilisce che, al fine di consentire il mantenimento delle migliori condizioni di vita della persona anziana presso il proprio domicilio, con prioritario riferimento alla persona grande anziana affetta da almeno una patologia cronica, è promosso l’impiego di strumenti di sanità preventiva e di telemedicina nell’erogazione delle prestazioni assistenziali”.

Viene, quindi, stabilito che l’erogazione dei suddetti interventi di sanità preventiva presso il domicilio degli anziani interessati possa essere effettuata dalle strutture pubbliche e private accreditate, “anche tramite la rete delle farmacie territoriali, in coerenza con quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, lettera a), del Decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153”, con modalità che saranno indicate con un decreto del ministro della Salute, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze e il ministro per le Disabilità, da adottarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto legislativo in questione.

Servizi di comunità

L’articolo 25, relativo a “Servizi di comunità, modelli di rete e sussidiarietà orizzontale”, prevede “l’implementazione di servizi di comunità che operano secondo logiche di rete e di sussidiarietà orizzontale per contrastare l’isolamento relazionale e la marginalizzazione delle persone anziane non autosufficienti e delle loro famiglie, favorendo al tempo stesso la continuità di vita e delle relazioni personali, familiari e di comunità, nonché per promuovere la domiciliarità delle cure e dell’assistenza”.

All’applicazione di tale disposizione “concorrono in modo attivo tutti i soggetti che gestiscono servizi pubblici essenziali, nonché la rete dei servizi sociali e la rete dei servizi sanitari, ivi inclusa la rete delle farmacie territoriali”.

Anche le farmacie coinvolte attivamente

Il coinvolgimento delle farmacie nelle politiche per gli anziani è previsto anche nell’ambito delle attività di valutazione multidimensionale dei soggetti anziani fragili, di cui all’articolo 27 dello schema di decreto legislativo, ai fini dell’accesso ai servizi sociali e sociosanitari attraverso i Punti unici di accesso (Pua) che hanno sede presso le “Case della comunità”.

La valutazione dell’esistenza dei requisiti per l’accesso a tali servizi è effettuata, su richiesta dell’interessato o su segnalazione della rete ospedaliera, delle farmacie, dei Comuni e degli ambiti territoriali sociali, dal medico di medicina generale ovvero dal medico di una struttura del Ssn, che indirizza il paziente al Pua.

La 10a Commissione Senato, chiamata a esprimere il proprio parere sullo schema di decreto legislativo in questione, ha previsto l’effettuazione di una serie di audizioni dei soggetti direttamente interessati. (PB)