Diversi parlamentari del Partito democratico hanno presentato interrogazioni sia alla Camera, sia al Senato sulle difficoltà di reperimento in farmacia di alcuni farmaci essenziali, spesso salvavita.

Interrogazioni alla Camera e al Senato sulla difficoltà di trovare alcuni medicinali importanti, molti dei quali sono farmaci essenziali, spesso salvavita.

Secondo i dati forniti da Aifa, sono circa 3.500 i prodotti carenti, per motivazioni molto diverse: discontinuità di fornitura, problemi produttivi, interruzioni temporanee nella catena distributiva.

Su queste difficoltà pesano anche questioni geopolitiche di produzione e approvvigionamento, legate ai conflitti internazionali. La contemporanea presenza della sindrome influenzale e di Covid-19 incide in maniera rilevante sulla mancanza di questi prodotti nella disponibilità al pubblico.

Se per alcuni farmaci di uso comune, come paracetamolo, ibuprofene, antibiotici o amoxicillina, la difficoltà di reperimento viene compensata con altri farmaci alternativi -affermano gli esponenti del Pd- per molti altri, come, per esempio, gli enzimi pancreatici e le insuline, l’alternativa non c’è.

Tra i farmaci di più difficile reperimento ci sono il fenobarbital per la cura dell’epilessia e il semaglutide per la cura del diabete, quest’ultimo a causa degli effetti riscontrati nelle cure dimagranti. Le carenze reali ed effettive, secondo i dati Aifa, sono circa 300; di queste, 30 presentano maggiore criticità e sono relative ad antibiotici, antitumorali, antidiabetici, farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale.

I parlamentari del Pd chiedono al ministro della Salute quali iniziative urgenti intenda adottare al fine di evitare che la carenza di farmaci salvavita preziosi ed essenziali per diverse terapie e per un ampio spettro di patologie si protragga ulteriormente, con evidenti e gravi danni per la salute delle cittadine e dei cittadini. (PB)