Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha risposto al Senato a un’interrogazione presentata da alcuni senatori del Pd, prima firmataria Sandra Zampa, riguardante il pericolo che l’approvazione e l’attuazione del modello di autonomia differenziata possano compromettere definitivamente l’obiettivo di garantire l’uguaglianza dei cittadini nell’esercizio del diritto costituzionale alla salute.

Rispondendo a una interrogazione in Senato, il ministro della Salute Schillaci spiega che l’autonomia differenziata in sanità non mette in discussione l’unitarietà del diritto alla tutela della salute per tutti i cittadini e che i Livelli essenziali di assistenza rappresentano un elemento di garanzia fondamentale.

Il ministro della Salute ha sottolineato che il Ministero si impegna in via prioritaria a restituire ai cittadini un equo accesso alle cure per l’uniforme fruizione in tutto il territorio nazionale dei Lea. Questo obiettivo strategico si consegue rinforzando il sistema dal punto di vista finanziario, ma anche adeguando il modello di governo del rapporto fra Stato e Regioni. Per questo, verrà adottato un modello di programmazione sanitaria centrato sullo strumento del Piano sanitario nazionale, che testimonia la volontà di passare da una governance pattizia (in questo caso lo strumento è stato il Patto per la Salute) a una reale governance condivisa in cui Stato e Regioni si prendono responsabilità davvero condivise verso tutti i cittadini.

Il Piano sanitario nazionale intende segnare un cambio di passo nelle relazioni tra livello centrale e regionale. Il cambiamento è reso possibile anche dalla capacità di utilizzare dati sempre più integrabili grazie all’investimento tecnologico dell’ecosistema dei dati sanitari. Questo permetterà di valutare il fabbisogno di salute, con un modello nazionale di classificazione e stratificazione dei bisogni, il relativo fabbisogno finanziario e di valutare le reali performance dei sistemi regionali, potendo così garantire il rispetto dei Lea.

Aggiornamento dei Lea e rafforzamento della governance

“L’autonomia differenziata -ha proseguito Schillaci- non mette in discussione l’unitarietà del diritto alla tutela della salute, ai sensi dell’articolo 32 della Costituzione, come diritto e prerogativa di cittadinanza, così come declinato attraverso i Lea, ma rappresenta un potenziamento della facoltà delle Regioni di modulare la propria organizzazione dei servizi sanitari nel rispetto dei Lea, secondo le condizioni previste nell’articolo 116 della Costituzione. I Lea costituiscono in questa materia esplicazione della funzione di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione”.

“Secondo quanto previsto nell’articolo 1 dello schema di disegno di legge in materia di autonomia differenziata, versione 2 febbraio 2023 -argomenta il ministro- i Lea in sanità indicano una soglia costituzionalmente necessaria e costituiscono il nucleo invalicabile per rendere effettivi tali diritti e per erogare le prestazioni sociali di natura fondamentale, per assicurare uno svolgimento leale e trasparente dei rapporti finanziari fra Stato e autonomie territoriali e per favorire un’equa ed efficiente allocazione delle risorse e il pieno superamento dei divari territoriali nel godimento delle prestazioni inerenti ai diritti civili e sociali”.

In quest’ambito il Ministero della Salute è fortemente impegnato nell’implementazione e nell’aggiornamento dei Lea e nel rafforzamento degli strumenti di governance. (PB)