A un anno dal lancio del nuovo servizio di disassuefazione progressiva dall’uso di benzodiazepine, introdotto in Belgio il 1° febbraio 2023, sono più di 5.500 i pazienti che sono seguiti in farmacia per interrompere gradualmente l’assunzione di sonniferi o tranquillanti. L’Associazione delle farmacie belghe (Apb) in un comunicato dello scorso 14 febbraio ha riferito che più di 2.000 farmacie (il 43%) stanno contribuendo all’iniziativa su base volontaria.

In Belgio i farmacisti sono coinvolti in un progetto di assistenza per aiutare i pazienti a interrompere l’uso eccessivo e cronico di benzodiazepine e farmaci simili, una forma di dipendenza molto diffusa.

L’iniziativa, sviluppata dai farmacisti, ha ricevuto il budget statale per partire con successo e, alla luce delle prime valutazioni positive, l’iniziativa è stata rifinanziata fino ad agosto 2024.

L’uso eccessivo di benzodiazepine e farmaci correlati è da anni un problema allarmante in Belgio, che detiene il triste primato del consumo a lungo termine di benzodiazepine. Basti pensare che, nel 2021, le farmacie belghe hanno dispensato circa 400 milioni di dosi, pari a un consumo medio giornaliero di circa 1,1 milioni di dosi.

Così, dal 1° febbraio 2023, i pazienti adulti che desiderano interrompere gradualmente l’assunzione cronica (da almeno 3 mesi) di sonniferi possono richiedere al proprio farmacista, sulla base di una prescrizione medica, preparati magistrali a dosi decrescenti adattati al singolo paziente. La maggior parte dei medici prescrive un programma lungo, con una sospensione lenta che offre maggiori probabilità di successo. Insieme al paziente, il medico stabilisce la “velocità” della sospensione (in 5, 7 o 10 fasi di 10, 20 o 30 giorni) e può anche, se il paziente ne sente la necessità, prescrivere 2 fasi di stabilizzazione.  Il programma più rapido prevede la sospensione in 50 giorni, mentre quello più lento dura un intero anno.

Il farmacista effettua la preparazione utilizzando il farmaco assunto dal paziente. Il farmacista predispone un colloquio introduttivo e uno di follow-up, durante il quale fornisce tutte le informazioni necessarie sul programma e ascolta e motiva il paziente per aiutarlo a completarlo.

L’Inami, il sistema sanitario nazionale, rimborsa al farmacista le preparazioni magistrali e il supporto fornito. Il paziente paga solo il farmaco che stava assumendo e che il farmacista utilizzerà per realizzare i preparati.

Relazione tra medico, farmacista e paziente

Per il successo del programma, oltre alla motivazione del paziente, è essenziale la “relazione triangolare” tra il medico prescrittore, il farmacista e lo psicologo che accompagna il paziente.

La collaborazione tra il medico e il farmacista è importante per il successo della fase di svezzamento –spiega Michael Storme, vice presidente dell’Apb- Il medico motiverà il paziente e prescriverà un programma adeguato. Il farmacista, in qualità di “health coach” vicino e accessibile, sosterrà e monitorerà attivamente il paziente durante tutto il programma di disassuefazione. Se necessario, può anche indirizzare il paziente a uno psicologo per un ulteriore aiuto”.

E aggiunge: “Il successo di questo servizio di supporto dimostra che le persone hanno davvero bisogno di questo aiuto. Ci aspettiamo che anche altri gruppi di pazienti trovino la motivazione necessaria per affrontare l’uso cronico di benzodiazepine, grazie soprattutto all’interesse dei media per questo nuovo servizio della farmacia…L’evoluzione della nostra professione verso una maggiore assistenza farmaceutica mira proprio a soddisfare le esigenze di salute pubblica. I risultati attuali di questo nuovo servizio ne sono una chiara dimostrazione“.

I dati raccolti dall’associazione dei farmacisti belga mostrano che ogni settimana vengono avviati 105 nuovi programmi di disassuefazione.

Quanto è efficace il nuovo servizio? Dovremo aspettare ancora qualche mese prima di poter fare una valutazione completa“, osserva l’Apb. Ma, intanto, ricerche internazionali hanno già dimostrato che il tasso di successo di questo tipo di piani varia tra il 40% e il 65%, a seconda della situazione personale del paziente e del suo consumo di farmaci. (EP)