GlobalData ha reso nota la classifica aggiornata delle prime 20 aziende biofarmaceutiche mondiali e i dati relativi all’andamento del mercato globale. Secondo la autorevole società di analisi e ricerca, la capitalizzazione del mercato biofarmaceutico mondiale segna una ripresa dell’1,6% nel corso del 2023, con un incremento da 3,61 trilioni di dollari del 31 dicembre 2023 a 3,67 trilioni di dollari a fine 2024.

Nella classifica 2023 delle prime venti aziende biofarmaceutiche mondiali, sorpasso al vertice, con Lilly che supera Johnson & Johnson.

Il rapporto di GlobalData analizza i risultati economici delle prime 20 aziende biofarmaceutiche, registrando le variazioni in classifica tra 2022 e 2023. Varie sono le cause di questi cambi di posizione, legate soprattutto a fattori macroeconomici, alla scadenza dei brevetti, alle negoziazioni sui prezzi, all’andamento delle patologie e ai nuovi farmaci.

  • In incremento risultano, tra il 2022 e il 2023, nove società, di cui quattro con aumenti assai rilevanti: Lilly (59,2%), Novo Nordisk (51,5%), Vertex Pharmaceuticals (41,4%) e Regeneron Pharmaceuticals (21,8%).
  • Sono undici, invece, le aziende che accusano una riduzione, soprattutto Moderna (-45,1%), Pfizer (-43,5%), Bristol-Myers Squibb (-31,8%), Johnson & Johnson (-18,3%) e Daiichi Sankyo. (-14,1%).

Chi sale e chi scende

Il calo di Moderna e Pfizer, per esempio, è dovuto alla minore domanda dei vaccini contro Covid-19, mentre l’aumento di Lilly e Novo Nordisk è legato alla performance positiva dei loro prodotti per il trattamento del diabete di tipo 2 e dell’obesità.

La crescita di Lilly, che ha raggiunto i 553,4 miliardi di dollari nel 2023, sostituendo così Johnson & Johnson al primo posto in classifica, va attribuita anche al successo del suo farmaco peptidico sintetico iniettabile Mounjaro per il trattamento del diabete di tipo 2 (noto anche come Zepbound per l’obesità) che nel terzo trimestre ha ottenuto l’approvazione della Fda americana raggiungendo, secondo GlobalData, un fatturato 2023 di 4,7 miliardi di dollari.

Grande sprint anche per Novo Nordisk, che passa in classifica dal settimo al terzo posto grazie ai suoi farmaci Wegovy e Ozempic contro l’obesità e il diabete, portando la sua capitalizzazione a 335 miliardi di dollari.

Perde, invece, ben sei posizioni Pfizer, che passa dal terzo al nono posto in classifica, non soltanto per la minor domanda verso i suoi prodotti anti-Covid, ma anche perché il suo Danugliplon, antagonista orale del Glpr-1 che avrebbe dovuto rivaleggiare nel mercato dei dimagranti con i nuovi farmaci di Lilly e Novo Nordisk, non passerà agli studi di Fase 3.

Delusione anche per Bristol-Myers Squibb, che perde il 31,8% della sua capitalizzazione e passa dalla decima alla tredicesima posizione in classifica, soprattutto perché il suo farmaco di punta Revlimid contro il cancro del sangue ha subito una riduzione delle vendite, causata dalla concorrenza degli equivalenti.

Le 20 aziende biofarmaceutiche leader

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