Una lista di farmaci elaborata dall’Aifa indicherà i medicinali che entro il 30 marzo passeranno dalla distribuzione ospedaliera a quella territoriale, consentendo così ai pazienti di trovare il loro farmaco comodamente in farmacia, senza doversi per forza recare in strutture ospedaliere spesso lontane e con orari di accesso limitati. Una novità contenuta nella Legge di Bilancio 2024, che è stata al centro del convegno “Farmaco accessibile: novità legislative. Cosa cambia per il cittadino” svoltosi ieri a Roma presso il Ministero della Salute,  e che è stata commentata subito con soddisfazione dal presidente di Federfarma Marco Cossolo.

Per effetto della Legge di Bilancio 2024, entro marzo l’Aifa stilerà una lista di farmaci che passeranno dalla distribuzione ospedaliera a quella territoriale, cioè nelle farmacie di comunità, e diventeranno più agevolmente accessibili per i pazienti.

“Accogliamo con favore -ha detto Cossolo- l’annuncio dell’imminente revisione, da parte dell’Aifa, del prontuario Pht per rendere facilmente accessibili i farmaci a milioni di malati. La dispensazione in farmacia ha come valore aggiunto un puntuale monitoraggio dell’aderenza alla terapia con evidenti vantaggi non solo in termini di salute per il paziente, ma anche economici per il Servizio sanitario nazionale. Le farmacie continuano a essere a disposizione per favorire questa rivoluzione”.

Cossolo, presidente di Federfarma: “La necessità di una distribuzione dei farmaci più equa e omogenea sul territorio è condivisa da tutti. Le farmacie continuano a essere a disposizione”.

“In farmacia ogni giorno -ha aggiunto il presidente di Federfarma- accogliamo i malati, soprattutto cronici e spesso anziani, che condividono con noi farmacisti i loro disagi legati alla difficoltà di accedere ai farmaci di cui hanno bisogno, perché dispensati solo dalle strutture pubbliche, a volte lontane e con orari di apertura limitati. La necessità di una distribuzione dei farmaci più equa e omogenea sul territorio è condivisa da tutti e unisce forze politiche, società civile e stakeholder del settore”.

Nel corso del convegno (al quale hanno partecipato tutti i rappresentanti delle parti coinvolte) è stata messa in evidenza l’importanza del cambiamento, con una lista di farmaci periodicamente aggiornata dall’Aifa, che riguarderà verosimilmente medicinali utilizzati per la cura di patologie croniche o di lunga durata (come tumori, diabete, broncopneumopatia cronica ostruttiva), che diventeranno più facilmente accessibili, con la distribuzione in farmacia, a cittadini che li devono assumere con continuità.

In proposito -ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci– “abbiamo voluto rafforzare la tutela della garanzia dei cittadini ad accedere più facilmente al farmaco; soprattutto degli over 65, dei disabili, dei malati oncologici che costituiscono i maggiori fruitori della distribuzione diretta e che chiedono un sistema sanitario sempre più di prossimità. Né vanno dimenticati quanti vivono in aree interne e in Comuni che, non disponendo di farmacie ospedaliere, devono percorrere lunghe distanze per raggiungere strutture che spesso osservano orari e giorni di apertura che possono essere limitanti per i pazienti”.

Schillaci, ministro della Salute: “Rivedere il processo di distribuzione del farmaco permette di valorizzare il servizio cognitivo che il farmacista svolge”.

Ha poi osservato il ministro che “le farmacie sono sempre più percepite come strutture di prossimità grazie alla loro capillarità e alla loro continuità di servizio. Rivedere il processo di distribuzione del farmaco permette, inoltre, di valorizzare il servizio cognitivo che il farmacista svolge, incentivando quell’appropriatezza e persistenza nelle terapie che sono necessarie per ottenere migliori esiti, riduzione delle complicanze, con un beneficio anche per la sostenibilità del sistema”.

Gemmato, sottosegretario alla Salute: “È un cambiamento epocale, perché mette in discussione una disposizione normativa che risale a oltre venti anni fa, ormai anacronistica”.

Aggiunge Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute: ““Rendere accessibile il farmaco significa migliore aderenza terapeutica, migliore cura del cittadino, maggiore sostenibilità e risparmio per le casse dello Stato. Si è stimato che sono circa 1,7 milioni, in Italia, i ricoveri inappropriati dovuti a mancata aderenza terapeutica e che potrebbero essere risparmiati. È un cambiamento epocale, perché mette in discussione una disposizione normativa che risale a oltre venti anni fa, ormai anacronistica”.

Mandelli, presidente di Fofi: “Un’importante novità a beneficio dei cittadini, che consentirà di semplificare l’accesso ai medicinali, con risvolti positivi sulla continuità terapeutica e sull’aderenza alle cure”.

Anche il presidente della Fofi Andrea Mandelli ha salutato con favore l’innovazione, cone riportato da “Il Farmacista online”: “Il trasferimento della dispensazione dei farmaci dall’ospedale alle farmacie territoriali, così come previsto dall’ultima legge di Bilancio, rappresenta un’importante novità a beneficio dei cittadini, che consentirà di semplificare l’accesso ai medicinali, con risvolti positivi sulla continuità terapeutica e sull’aderenza alle cure. La Federazione ha da sempre sostenuto l’opportunità di riportare sul territorio i farmaci che non sono riservati all’uso ospedaliero con l’obiettivo di ridurre i costi sociali a carico di pazienti e caregiver”.