Le politiche per gli anziani previste dalla legge in materia sono state al centro di una discussione in questi giorni, che si è manifestata anche in Parlamento con la risposta del ministro della Salute Orazio Schillaci a una interrogazione che chiede di verificare se le risorse stanziate sono adeguate a realizzare i servizi necessari.

Il ministro della Salute Schillaci risponde alla Camera a un’interrogazione parlamentare che chiede chiarimenti sull’effettiva adeguatezza delle risorse finanziarie stanziate per attuare le politiche per gli anziani previste dalla legge in materia.

Il gruppo di Italia Viva alla Camera ha infatti presentato un’interrogazione al ministro della Salute prendendo spunto dal fatto che il Parlamento ha approvato la Legge 23 marzo 2023, n. 33, recante “Deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane”, e che il 25 gennaio 2024 il Governo Meloni ha licenziato lo schema di decreto legislativo delegato all’attuazione della riforma, su proposta del presidente del Consiglio dei ministri, del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e del ministro della Salute.

Il documento, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, della richiamata Legge 23 marzo 2023, n. 33, è stato sottoposto per l’intesa alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, la quale ha espresso la mancata intesa, perché “la mancata previsione di risorse finanziarie aggiuntive e strutturali, inficia la portata innovativa della riforma depotenziandone l’efficacia sia nel processo di ampliamento dell’accesso ai servizi, sia nell’intensità e nella durata dei servizi offerti”.

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha risposto all’interrogazione, sottolineando innanzitutto che lo schema del decreto legislativo, predisposto a seguito di un intenso lavoro coordinato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e dal ministero della Salute, in data 22 febbraio ultimo scorso è stato esaminato in sede di Conferenza unificata ai fini dell’acquisizione dell’intesa.

Le osservazioni della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Questa intesa non è stata raggiunta in quanto la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha segnalato la necessità di dotare il provvedimento sulle poliitiche per gli anziani di ulteriori risorse finanziarie aggiuntive e strutturali e ha rilevato che la proposta di limitare la platea dei beneficiari delle misure previste alle persone che abbiano compiuto 70 anni, come stabilito all’articolo 40, potrebbe comportare l’esclusione dall’assistenza delle persone non autosufficienti con età compresa fra i 65 e i 69 anni, non ancora a carico dei servizi attraverso il Fondo nazionale per le non autosufficienze.

L’Anci, da parte sua, con ulteriori proposte emendative, ha chiesto di rinviare la trattazione del provvedimento.

Il ministro della Salute ha quindi comunicato che si è provveduto a convocare ulteriori incontri tecnici finalizzati ad affrontare tutti questi aspetti e a esaminare le proposte sul provvedimento che riguarda le politiche per gli anziani. Schillaci ha voluto comunque ricordare che lo schema di decreto legislativo in questione prevede lo stanziamento di oltre un miliardo di euro per i primi 2 anni.

Il ruolo della telemedicina

Con specifico riferimento alle iniziative di competenza del ministero della Salute, il ministro ha segnalato che molteplici risorse stanziate nell’ambito dei fondi del Pnrr vengono assegnate per il finanziamento della telemedicina e dell’assistenza e cure domiciliari. I servizi sanitari erogati in telemedicina, in particolare, si inseriscono nella corrente gestione sanitaria dei pazienti che accedono ai servizi diagnostici afferenti al proprio Servizio sanitario regionale.

Al riguardo, gli investimenti infrastrutturali e sistemici hardware e software necessari per la telemedicina, per l’attività diagnostica domiciliare preventiva, nonché nei percorsi di assistenza domiciliare integrata sul paziente non autosufficiente, sono garantiti dai fondi del Pnrr, Missione 6. Questi fondi sono stati oggetto di un finanziamento aggiuntivo pari a 150 milioni di euro complessivi per il biennio 2024-2025. Inoltre, per quanto riguarda le cure domiciliari integrate, queste si inseriscono nell’alveo del sub-investimento Pnrr M6C1 I1.2.1, casa come primo luogo di cura (Adi), che ha ricevuto un finanziamento aggiuntivo pari a 250 milioni di euro.

La riforma dei servizi territoriali

In altri termini, Schillaci ha evidenziato che i servizi diagnostici e di assistenza domiciliare sono di fatto correlati nel più ampio quadro della riforma dei servizi territoriali, per i quali la Legge di Bilancio 2022 ha già autorizzato la spesa di 328 milioni di euro per l’anno 2024, 591 milioni per l’anno 2025 e 1.015 milioni per l’anno 2026, a valere sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale.

Queste risorse, ai sensi della Legge di Bilancio 2024, sono state incrementate di ulteriori 250 milioni di euro per l’anno 2025 e di 350 milioni di euro a decorrere dall’anno 2026. Il Governo, quindi, è intenzionato a trovare nella prossima sede politica della Conferenza una soluzione condivisa in grado di fornire risposte a tutti gli aspetti problematici sollevati e in tal senso è già in corso, in sede di riunione tecnica della stessa Conferenza, l’esame con possibile deliberazione in senso favorevole, di gran parte degli emendamenti proposti. (PB)