La questione dei cosiddetti medici gettonisti è giunta all’attenzione di Parlamento e Governo: il ministro della Salute Orazio Schillaci ha infatti risposto in Senato a un’interrogazione di un gruppo di senatori di Fratelli d’Italia, primo firmatario il presidente della 10a Commissione Francesco Zaffini, sulla carenza di medici nelle strutture pubbliche e sull’utilizzo di sanitari con contratti esterni.

Il ministro della Salute Schillaci risponde a una interrogazione sulla carenza di personale sanitario affrontando anche il tema dei cosiddetti medici gettonisti.

In merito al fenomeno dei medici gettonisti, il ministro ha ricordato che, a seguito di attività ispettiva dei Nas, disposta fin dal suo insediamento per contrastare l’abuso delle esternalizzazioni, con particolare riguardo all’affidamento a cooperative di interi reparti ospedalieri, specie nell’emergenza-urgenza, il Governo, con il Decreto egge n. 34 del 2023, convertito nella Legge n. 56 del 2023, ha per la prima volta dettato specifiche disposizioni volte a contrastare questo abuso.

Necessità di interventi strutturali contro la carenza di medici

Inoltre il Governo, consapevole di dover intervenire in maniera strutturale per reperire le risorse necessarie per migliorare l’organizzazione dei servizi e far sì che il Servizio sanitario nazionale torni a essere maggiormente attrattivo per i giovani, ha adottato, sin dal suo insediamento, diverse misure anche di tipo economico, come l’incremento della specifica indennità, con un impegno complessivo di 200 milioni di euro annui nella Legge di Bilancio 2024 per le particolari condizioni di lavoro presso i servizi di pronto soccorso.

Per fronteggiare gli errori della programmazione del reclutamento del personale sanitario, reiterati per decenni, e il problema della carenza di medici, il ministro Schillaci ha ricordato anche di aver adottato specifiche misure volte a facilitare il reclutamento strutturale di medici del sistema sanitario nazionale, riconoscendo la possibilità, a coloro che hanno maturato un congruo periodo di esperienza presso i servizi di emergenza-urgenza, di partecipare ai concorsi.

Inoltre, d’intesa con il ministro dell’Università, sono stati incrementati gli accessi al corso di laurea in medicina e chirurgia e alle scuole di specializzazione, passando da 10.000 unità circa dell’anno 2019 alle oltre 18.000 del corrente anno accademico. (PB)