Le malattie cardiovascolari sono tra le principali patologie croniche e tra le maggiori cause di morte: in Italia ne sono affette oltre 13 milioni di persone, 10
milioni e 895
mila hanno ipertensione e
 2 milioni e 489mila
 soffrono di altre malat
tie cardiache (dati Istat, “Aspetti della vita quotidiana”). Alto è quindi il consumo di farmaci per contrastarle: Pdf, Pharma data factory ha fotografato la situazione, fornendo i dati sulle vendite di questi medicinali attraverso le farmacie.

Pharma data factory presenta i dati sul fatturato dei farmaci distribuiti dalle farmacie per la cura delle malattie cardiovascolari nel 2023: 342,7 milioni di confezioni, per un giro d’affari di 2.245,2 milioni di euro.

Secondo i dati di Pdf, il fatturato dei farmaci contro le malattie cardiache distribuiti tramite le farmacie ha raggiunto nel 2023 i 2.245,2 milioni di euro, per 342,7 milioni di confezioni, con un prezzo medio al pubblico di 6,6 euro a confezione. Rispetto all’anno precedente la situazione appare sostanzialmente stabile: +1,1% il fatturato, -0,2% le quantità.

Le sei classi Atc dei farmaci per il trattamento delle patologie cardiovascolari hanno realizzato i seguenti risultati.

Le sei classi Atc

  • Gli “Agenti che agiscono sul sistema renina-angiotensina” valgono più della metà del fatturato complessivo (53%) e mostrano costanza nel loro andamento
  • Gli “Agenti beta-bloccanti” rappresentano il 18% del valore delle vendite, con un leggero aumento negli ultimi dodici mesi
  • I “Calcio antagonisti” costituiscono l’11,5% e risultano in flessione (a pezzi -1,7%,  a valore -3%).
  • I farmaci per “Terapia cardiaca” sono quelli che registrano il maggiore incremento a valore (+24,3%), trainato sia dalla crescita delle vendite (+2,6%) sia da un prezzo medio più elevato delle altre classi.
  • I “Diuretici”, i meno costosi (prezzo medio 3 euro a confezione) registrano una flessione in pezzi (-3,2%), ma a valore raggiungono lo stesso risultato dell’anno precedente.
  • Gli “Antipertensivi” sono la classe più piccola per fatturato e vedono le loro vendite in lieve diminuzione.

Va sottolineato che 2 miliardi e 200 milioni, pari al 99,2% del valore delle vendite, appartengono alla classe A, quindi sono a carico delle Stato, con un incremento a valore dell’1,2% e una stabilità in termini di pezzi (-0,1%), mentre risultano in decremento le altre classi: -7% il fatturato delle A con nota, -3,3% la classe C, -0,4% la H e -2,6% i Sop.

Si tratta di un mercato piuttosto concentrato, con i primi 10 medicinali che costituiscono il 23% del mercato totale e i primi 50 che fanno il 58% del valore delle vendite annuali, pari a 1.301 milioni di euro, a un prezzo medio di 7,2 euro, con un incremento del valore del 3,1% e in quantità del 1,4%.

Un più ampio articolo su questo argomento potete leggerlo sul numero 4 del mensile “Farma Mese”, in distribuzione in questi giorni.