La XII Commissione Affari sociali della Camera ha approvato il testo unificato di una serie di risoluzioni, presentate da esponenti di Fratelli d’Italia, Pd e Movimento 5 Stelle, sul tema della sicurezza delle cure e dei pazienti e di contrasto alla medicina difensiva.

Approvata alla Camera una risoluzione che impegna il Governo a prendere iniziative che migliorino la sicurezza delle cure per i pazienti e contrastino i fenomeno della medicina difensiva e dei contenziosi tra cittadini e operatori sanitari.

Il testo approvato impegna il Governo, tra l’altro, a realizzare, in conformità al Piano d’azione globale per la sicurezza dei pazienti 2021-2030 dell’Oms, il piano d’azione nazionale sulla sicurezza dei pazienti, allineando alle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità gli strumenti strategici esistenti, per migliorare la sicurezza dei pazienti in tutti i programmi clinici e relativi alla salute.

Il documento impegna anche l’Esecutivo a misurare, implementare e diffondere la cultura sulla sicurezza del paziente e a migliorare il coordinamento, lo sviluppo e la condivisione di linee guida, buone pratiche clinico-assistenziali, buone pratiche per la sicurezza e l’apprendimento reciproco tra chi si occupa della sicurezza del paziente.

Nuove soluzioni per la sicurezza delle cure e dei pazienti

Fondamentale altresì rivedere l’efficacia delle attuali attività relative alla sicurezza del paziente, anche sperimentando nuove soluzioni, tenendo conto dello sviluppo della sanità digitale e coinvolgendo tutti gli attori/stakeholder nello sviluppo di una strategia della sicurezza integrata a livello di sistema, nonché superare l’eterogeneità dei servizi sanitari regionali rispetto ai modelli organizzativi e alla cultura della qualità e sicurezza, attraverso un’adesione uniforme delle Regioni ai sistemi di segnalazione, sorveglianza e monitoraggio, nonché alle indagini nazionali utili alla valutazione della sicurezza, anche erogando risorse adeguate alla tematica specifica.

In questo processo assume particolare rilievo la formazione in tema di sicurezza e gestione del rischio clinico in ambito regionale e universitario, che va monitorata con cadenza periodica, promuovendo, con il Ministero dell’Università e della ricerca, percorsi formativi nell’ambito dei tirocini dei corsi di laurea in Medicina e chirurgia.

Evitare conflitti di interesse

In materia di appropriatezza delle cure, la risoluzione impegna il Governo a condurre le opportune verifiche sulle linee guida emanate o da emanare affinché si accerti che gli estensori siano privi di conflitti di interessi e che non abbiano legami con l’industria del farmaco o delle apparecchiature medicali.

A tale proposito, si evidenzia la necessità di dare sollecita e concreta attuazione alla Legge 31 maggio 2022, n. 62, concernente “Disposizioni in materia di trasparenza dei rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie”, più nota come “Sunshine Act”.

Fondamentale la formazione degli operatori

Essenziale, altresì, promuovere, nel contesto del rischio clinico, la formazione degli operatori alla comunicazione efficace al fine di umanizzare la relazione tra i sanitari e il paziente e suoi familiari e renderla parte della cura, riducendo il contenzioso medico-legale e il rischio di aggressività.

In tale ambito, si ribadisce l’esigenza di assumere iniziative volte a promuovere l’adozione nei singoli reparti di protocolli in materia di formazione dei professionisti e informazione ai pazienti sull’appropriatezza di esami diagnostici e terapie nonché di assicurare la partecipazione attiva delle associazioni riconosciute di cittadini e pazienti.

In conclusione, la risoluzione impegna l’Esecutivo a predisporre iniziative volte a garantire all’interno del Servizio sanitario nazionale le disposizioni previste nella “Carta europea dei diritti del malato” presentata a Bruxelles il 15 novembre 2002, volta a garantire un alto livello di protezione della salute umana assicurando l’elevata qualità dei servizi erogati dai diversi sistemi sanitari nazionali in Europa. (PB)