Sono stati presentati i primi risultati del progetto “Feel Good” sull’obesità promosso da Cittadinanzattiva con il supporto di Federfarma: in tre Regioni d’Italia (Lazio, Piemonte e Sicilia) sono state coinvolte cinque scuole e 105 farmacie per informare e sensibilizzare la popolazione su una problematica di salute che riguarda un numero crescente di persone, ma di cui molti cittadini non sono pienamente consapevoli.

Conclusa la fase pilota del progetto “Feel Good”, promosso da Cittadinanzattiva con il supporto di Federfarma: i risultati dell’indagine svolta in cinque scuole e 105 farmacie di Lazio, Piemonte e Sicilia.

Nelle scuole e nelle farmacie è stato proposto ai ragazzi degli istituti e ai frequentatori adulti della farmacia un questionario sulla consapevolezza del problema dell’obesità e dei rischi collegati a questa condizione ormai riconosciuta come patologica. Sono stati compilati 325 questionari nelle scuole (dove è stato offerto agli studenti anche un percorso formativo-informativo sul tema) e 1043 nelle farmacie.

Nell’occasione le farmacie coinvolte nella campagna “Feel Good” hanno potuto fare educazione sanitaria sul tema dell’obesità, sottolineando l’importanza di osservare corretta alimentazione, praticare regolarmente attività fisica, rivolgersi a professionisti sanitari quando necessario, porre attenzione ai risvolti psicologici ed emotivi, prendere coscienza dei fattori di rischio e impegnarsi a evitarli.

Un’ampia panoramica dei risultati di questa prima fase del progetto “Feel Good” (“Prevenire l’obesità e i suoi rischi è possibile”) potrete trovarla su “Farma 7” numero 7/2024, dato alle stampe in questi giorni. Qui ne riportiamo una sintesi.

Che cosa pensano gli adulti

  • Tra gli adulti che hanno risposto all’inchiesta, il 63,6% dichiara di conoscere abbastanza bene il problema sovrappeso-obesità, il  7,4% ritiene di saperne molto, ma un notevole 29% ammette di saperne poco o nulla.
  • C’è consapevolezza che l’obesità sia un fattore di rischio che può generare altre patologie come quelle cardiovascolari (lo sa il 93,4%) e metaboliche (l’83,5%).
  • L’80,2% del campione intervistato in farmacia ritiene che l’obesità non dipenda solo dalla responsabilità del singolo, e il 67,8% pensa che sia da considerare una vera e propria malattia.
  • Comportamenti personali o stili di vita sbagliati sono i principali fattori individuati dal campione intervistato in farmacia come potenziali cause di obesità (81,8%). Seguono le patologie o alterazioni metaboliche (76%), la presenza di fattori genetici o la predisposizione familiare (57,9%). Il 52,9% inserisce tra le cause di obesità fattori psicologici (stress e problematiche di salute mentale).
  • I principali stili di vita individuati come possibili cause di obesità sono l’alimentazione ipercalorica (86%), la sedentarietà o l’inattività (82,6%).
  • Oltre il 90% degli adulti è abbastanza/completamente d’accordo nell’affermare che le persone con obesità abbiano bisogno di comprensione e supporto e che discriminazione ed emarginazione influiscano negativamente sulla gestione della loro condizione.
  • L’87,6% degli adulti riconosce che le persone con obesità subiscano spesso discriminazioni negli ambienti quotidiani di vita/scuola/lavoro, l’81% pensa che, in generale, siano soggette a pregiudizio sociale (81%).
  • Il 44,6% di intervistati ritiene l’obesità più diffusa tra le persone in condizioni socio-economiche svantaggiate, il 29,8% considera la correlazione molto rilevante, il 22,3% invece non individua alcuna correlazione diretta.
  • Sul ruolo degli operatori sanitari medici/pediatri/specialisti eccetera) vi è una convergenza sostanziale di opinioni: la loro importanza è riconosciuta dal 91% del campione.

Come la vedono gli studenti

  • Tra gli studenti, il 50,6% ritiene l’obesità come “una patologia in grado di determinare una situazione di malattia”, mentre il 38,9% considera l’obesità un disturbo alimentare.
  • Secondo il 68,4%, non esiste un’unica causa che determina l’obesità, ma vi sono più cause legate tra loro (predisposizione genetica, cause ambientali, patologie eccetera).
  • Per il 67,8% degli intervistati, i ragazzi e le ragazze affetti da obesità hanno più difficoltà a inserirsi in un gruppo, e il 91,3% dichiara che sono più soggetti ad atti di bullismo.
  • Il 93,1%, ritiene sia utile parlare di questi temi nelle scuole, mentre il 59,4% degli studenti intervistati vorrebbe partecipare a un progetto dedicato al tema dell’obesità e del sovrappeso patologico.
  • Il 54,5% sostiene che in Italia il problema dell’obesità è un fenomeno preoccupante soprattutto tra i bambini e nelle zone del sud.
  • Il 54,5% è poco/per nulla d’accordo con l’affermazione che basterebbe maggiore forza di volontà per assumere il controllo del proprio peso senza aiuto esterno; il 45,4% è invece completamente/abbastanza d’accordo.

Le proposte di Cittadinanzattiva

Cittadinanzattiva continua la sua campagna contro l’obesità, con la collaborazione di Federfarma, avanzando proposte, da attuare con l’impegno di tutti, per contrastare questo serio problema di salute generale: campagne di educazione sanitaria, inserimento della patologia nei Lea, interventi mirati nelle scuole, rafforzamento dell’assistenza territoriale, valorizzazione del contributo delle farmacie di comunità, promozione dell’attività sportiva, mitigazione dell’impatto delle disuguaglianze socio-economiche, contrasto all’ingiusto stigma sociale.