Una recente sentenza della Cassazione (numero 10658, emessa lo scorso 14 marzo) ha fatto chiarezza sugli obblighi giuridici e le responsabilità dei farmacisti che somministrino cure dimagranti ai clienti. La segnala il magistrato Alfonso Marra, esperto di sanità e giurisprudenza, che tratterà più ampiamente il tema sul prossimo numero del mensile “Farma Mese”.

La sentenza della Cassazione dello scorso marzo pone alcuni punti fermi su obblighi e responsabilità dei farmacisti che somministrino cure dimagranti.

La Corte di Cassazione ha ritenuto infatti un farmacista penalmente responsabile delle lesioni subite da una paziente, a cui aveva prescritto una cura dimagrante, rivelatasi poi dannosa, basata sull’utilizzo “off label” di farmaci indicati per impieghi diversi.

La donna si era rivolta al farmacista per una cura dimagrante e il farmacista gliene ha prescritta una senza il parere del medico e senza analisi di laboratorio. Le conseguenze del’assunzione dei farmaci indicati dal farmacisti (conati di vomito, paralisi agli arti inferiori e alle mani) avevano portato la paziente in ospedale. Ne erano seguiti la denuncia penale, il processo e la condanna del farmacista, da parte del tribunale, a due mesi di reclusione per lesioni colpose, oltre al risarcimento dei danni subiti dalla paziente. Condanna che la Corte di Cassazione ha confermato.

Secondo Marra, la sentenza della Cassazione “è pienamente condivisibile e ha fatto corretto uso delle norme vigenti. Difatti, se è vero che il farmacista ha una competenza anche nel consigliare diete ai clienti-pazienti, è pur vero che ciò può avvenire allorquando per l’utilizzo delle specialità medicinali non sia richiesta una prescrizione medica. Ma nel caso di specie essa era necessaria, in quanto sono stati somministrati medicinali senza la previa valutazione clinica del rapporto tra costi e benefici e senza rispettare le norme del codice deontologico”.

“Pienamente corretta -conclude il magistrato- è anche la condanna al risarcimento dei danni subiti dalla ragazza, che si concretano nella quantificazione delle spese sostenute per le terapie ospedaliere e per il danno biologico”.