Lo scorso 25 aprile, l’Avvocato generale Maciej Szpunar della Corte di Giustizia Ue ha presentato le sue conclusioni, che richiedono una conferma con sentenza della Corte, con riferimento alla questione dei “dati relativi alla salute” al momento della vendita di Otc su internet.

La Corte di Giustizia Ue si pronuncia sulla vendita di Otc su internet e in particolare sull’utilizzo dei marketplace.

La domanda nasce dall’azione inibitoria promossa dalla farmacia Dr allo scopo di porre fine alla commercializzazione su internet, da parte della farmacia concorrente Nd di medicinali non soggetti a prescrizione.

Nd è infatti titolare di un’autorizzazione alla vendita per corrispondenza e commercializza i suoi prodotti, compresi i medicinali la cui vendita è riservata alle farmacie, anche attraverso l’intermediazione di Amazon Marketplace. Secondo Dr, tale commercializzazione costituirebbe una pratica anticoncorrenziale poiché violerebbe l’articolo 9 del Gdpr relativo all’ottenimento del consenso preventivo ed esplicito del cliente al trattamento dei suoi dati personali relativi alla salute.

L’azione è stata dapprima accolta dal Tribunale tedesco, e poi respinta in appello fino ad arrivare alla Corte federale di giustizia tedesca, adita in terzo grado, che ha presentato alla Corte di Giustizia europea la richiesta di dirimere la controversia fornendo la corretta interpretazione del diritto europeo.

La questione dei “dati relativi alla salute”

Secondo l’Avvocato generale della Ue, occorre dapprima delineare i contorni della nozione di “dati relativi alla salute”, nozione che è alla base dell’applicazione o meno di un regime rafforzato di protezione.  Infatti, nell’ipotesi in cui i dati di cui trattasi non si potessero qualificare come “dati relativi alla salute” ai sensi del regolamento Gdpr sulla privacy, ne conseguirebbe la non sussistenza dell’asserito atto di concorrenza sleale.

Pertanto, per l’Avvocato generale, i dati dei clienti di un farmacista trasmessi al momento dell’ordine su una piattaforma di vendita online di farmaci non soggetti a prescrizione, non costituiscono “dati relativi alla salute” ai sensi del Gdpr, in quanto da essi si possono trarre solo conclusioni ipotetiche o imprecise sullo stato di salute della persona che effettua l’ordine online.

L’Avvocato ha infatti osservato che, mentre non si può negare che l’ordine online di farmaci non soggetti a prescrizione comporti il trattamento di dati da cui si possono dedurre talune informazioni o indicazioni relative alla salute, in quanto tale ordine implica un nesso tra l’acquisto di un medicinale e l’identità del suo acquirente, tale nesso risulterebbe troppo tenue e le indicazioni che se ne possono dedurre troppo imprecise o ipotetiche perché i dati di cui trattasi possano qualificarsi come “dati relativi alla salute”, ai sensi del Gdpr.

Spetterà ora alla Corte di Giustizia decidere definitivamente su tale questione, probabilmente entro la fine del corrente anno, questione che potrebbe avere ripercussioni sulla piena legittimità per le farmacie europee di utilizzare Amazon come marketplace per la vendita dei loro Otc. Allo stato dell’arte ciò in Italia non è permesso ai sensi delle indicazioni fornite, a suo tempo, dal nostro Ministero della Salute. (EP)