Secondo l’Agenzia delle Entrate, la remunerazione aggiuntiva stabilita dalla Legge 197/2022 rientra nella base imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap: questo è il contenuto della risposta all’interpello di Federfarma che sosteneva la non imponibilità.

L’Agenzia delle Entrate risponde a Federfarma: la remunerazione aggiuntiva ex Legge 197/2022 rientra nella base imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.

Con la Circolare 205/2022 (consultabile sul sito, nell’area riservata) Federfarma ricostruisce i termini della questione.

La nota dell’Agenzia ribadisce che la remunerazione aggiuntiva “ex Legge n. 197/2022” è esclusa da Iva, ma, pur considerandola “contributo a fondo perduto” (quindi fuori dal campo di applicazione dell’Iva), sostiene che ciò “non determina automaticamente che la stessa sia anche non imponibile ai fini Ires e Irap”.

L’Agenzia considera “che la Remunerazione aggiuntiva 2023 non sia erogata in via eccezionale a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e che, dunque, per essa non trovi applicazione l’articolo 10-bis del Decreto legge n. 137 del 2020” (nel qual caso godrebbe della non imponibilità).

Quindi, l’Agenzia delle Entrate “ritiene che la Remunerazione aggiuntiva 2023 concorra, secondo le ordinarie regole, alla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive”.

Il commento di Federfarma

Nella Circolare 205, “pur prendendo atto con rammarico, che l’amministrazione finanziaria nell’articolato riscontro all’istanza di interpello, non ha condiviso le ragionevoli considerazioni ivi contenute, Federfarma evidenzia che, con l’entrata in vigore, dallo scorso 1° marzo 2024, del nuovo sistema di remunerazione a favore delle farmacie, atteso dalla categoria ormai da molti anni, è stato sancito in maniera inequivocabile il trattamento della stessa ai fini fiscali sia ai fini dell’Iva, sia a quelli delle imposte sui redditi e dell’Irap, non dando luogo a incertezze interpretative in materia”.

In conclusione, la circolare ricorda, per completezza, che “la nuova remunerazione è imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap ed è assoggettata a Iva nella misura del 10% (in quanto afferente alla cessione di medicinali), ovvero a quella risultante dall’applicazione del metodo della ventilazione dei corrispettivi, per quelle farmacie che, volontariamente, hanno scelto di liquidare l’imposta con tale metodo”.