Cade quest’anno domenica 26 maggio la XXIII Giornata nazionale del sollievo, promossa dalla Fondazione Gigi Ghirotti, con l’adesione anche di Federfarma, e sostenuta dal Ministero della Salute e dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Domenica 26 maggio si celebra la ventitreesima Giornata nazionale del sollievo, promossa dalla Fondazione Gigi Ghirotti. Come sempre, anche Federfarma partecipa all’inizativa, sottolineando il ruolo della farmacia nella lotta al dolore.

La “Giornata nazionale del sollievo” nasce dunque nel 2001 ed è dedicata alle persone che soffrono di patologie gravi o si trovano in fase di malattia terminale e alle loro famiglie, con l’obiettivo di promuovere la cultura del sollievo dal dolore e dall’inutile sofferenza.

Proprio quest’anno si celebra anche il cinquantesimo anniversario della morte di Gigi Ghirotti, il giornalista eponimo che dà il nome alla Giornata, che raccontò la sua esperienza da malato terminale, aprendo una finestra su un tema sino ad allora trascurato.

In Italia esiste una legge sulle problematiche del dolore, la 38/2010, che afferma il ricorso alla cure palliative, quelle che alleviano le sofferenze dei malati gravi. È una normativa considerata all’avanguardia in Europa, ma, come purtroppo spesso accade, non è ancora completamente attuata in concreto su tutto il territorio nazionale. E la Giornata del sollievo si pone anche questo obiettivo: far sì che la Legge 38 sia pienamente operativa in tutta Italia.

La Giornata nazionale del sollievo pone al centro dell’attenzione quattro concetti fondamentali: le cure palliative, la terapia del dolore, l’umanizzazione del trattamento e i percorsi formativi per i volontari.

Questa tematica è condivisa da Federfarma e riguarda da vicino le farmacie, che collaborano da tempo alla diffusione della cultura del sollievo grazie alla loro vicinanza ai cittadini in quanto presidi sanitari di prossimità del sistema sanitario nazionale.

Il farmacista può infatti informare i cittadini, inidirizzare pazienti, familiari e caregiver verso i centri di ascolto, sensibilizzare la popolazione sull’importanza  di una cultura del sollievo.